"Centro Tessile" fermo ai box: deputati chiedono chiarezza su ritardi e spese

Un'interrogazione mette l'accento su alcune incertezze tecniche e finanziarie legate allo stop del cantiere del CPT di Chiasso.
CHIASSO - Un’interrogazione parlamentare interpartitica riporta l’attenzione sul cantiere del nuovo Centro professionale tecnico (CPT) del settore tessile di Chiasso, progetto considerato strategico dal Cantone per la formazione e per il rilancio del comparto moda. A firmarla sono il deputato Stefano Tonini (Lega dei Ticinesi) ed altri colleghi*, che chiedono al Consiglio di Stato chiarimenti puntuali sullo stato dei lavori e sulle possibili ripercussioni tecniche e finanziarie.
L’opera, situata nel comparto della stazione FFS, prevede un investimento complessivo di circa 68 milioni di franchi, comprensivo anche dell’autorimessa Park&Rail. Il cantiere, avviato nel dicembre 2024, avrebbe proceduto regolarmente fino a metà maggio 2026, quando si sarebbe verificato un rallentamento significativo delle attività.
Secondo le indicazioni della Sezione della logistica del Dipartimento delle finanze e dell’economia, la pausa sarebbe legata a verifiche tecniche e a un approfondimento di aspetti esecutivi emersi in corso d’opera.
Spiegazioni ritenute però non sufficienti dai firmatari dell’interrogazione, che chiedono di chiarire la natura precisa delle criticità riscontrate e l’effettiva portata dello stop. In particolare, viene sollevato il tema della vicinanza dell’infrastruttura ferroviaria internazionale, che potrebbe aver imposto verifiche legate a sicurezza, vibrazioni o vincoli tecnici.
Accanto agli aspetti tecnici, l’atto parlamentare pone l’accento anche sulle possibili conseguenze finanziarie. Il Cantone è infatti il principale finanziatore dell’opera, mentre il Comune di Chiasso partecipa per la quota relativa ai posteggi. I deputati chiedono se il rallentamento possa comportare aumenti dei costi, il superamento del credito approvato dal Gran Consiglio o la necessità di nuovi stanziamenti.
Tra i quesiti posti figurano anche i tempi di ripresa dei lavori, la conferma della consegna prevista nel 2028 e l’adeguatezza delle riserve finanziarie già previste nel progetto. Viene inoltre chiesto se il Governo intenda aggiornare formalmente il Gran Consiglio sullo stato del cantiere e sui rischi connessi.
Il progetto del CPT mira a riunire in un’unica sede la Scuola d’arti e mestieri della sartoria e la Scuola specializzata superiore di abbigliamento e design della moda, oggi distribuite tra Viganello e Biasca, configurandosi come un tassello centrale nella strategia formativa cantonale.
(*Matteo Quadranti; Andrea Rigamonti; Roberto Ostinelli; Giovanni Capoferri; Ivo Durisch; Raffella Zucchetti)



