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Strappo UDC-Lega, il partito correrà da solo alle cantonali del 2027

Fine dell'alleanza con il movimento di via Monte Boglia: «È una scelta di coerenza». E su Zali: «Non è compatibile con una lista UDC-Lega dei Ticinesi».
Strappo UDC-Lega, il partito correrà da solo alle cantonali del 2027
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UDC, Festa popolare "No all'accordo di sottomissione con l'UE".
Fonte RED
Strappo UDC-Lega, il partito correrà da solo alle cantonali del 2027
Fine dell'alleanza con il movimento di via Monte Boglia: «È una scelta di coerenza». E su Zali: «Non è compatibile con una lista UDC-Lega dei Ticinesi».

BELLINZONA - Era nell’aria, ma ora è ufficiale: è divorzio tra Lega e Udc. In una nota stampa diffusa questa mattina, i democentristi hanno annunciato che correranno da soli alle elezioni cantonali dell’aprile 2027.

«È una scelta di coerenza, coraggio e rispetto verso i cittadini», spiega l'Udc. «Coerenza con l’attività parlamentare dell’UDC, con le battaglie condotte negli ultimi anni e con le iniziative popolari lanciate direttamente o insieme ad altri partiti, che nelle ultime otto occasioni sono sempre state confermate dal voto del popolo».

Nella scelta pesano gli attriti con il consigliere di Stato Claudio Zali. «L’UDC ha espresso una chiara riserva politica sul nome di Claudio Zali. Egli ha più volte criticato pubblicamente la politica dell’UDC e ha dichiarato in televisione: “Mi sento politicamente più vicino a I Verdi che all’UDC”. Oltre a ciò non ha mai riconosciuto il grosso contributo dell’UDC nel garantire i due seggi in CdS, specialmente il suo. Questa posizione è legittima, ma chiarisce che il suo orientamento politico non è di destra». Per questo, secondo i democentristi, «non è compatibile con una lista UDC-Lega dei Ticinesi, che deve rappresentare una linea coerente di destra e non una politica statalista, ambientalista e contro la responsabilità individuale».

E ancora. «L’UDC non resta ferma. Non è una scelta contro qualcuno: è una scelta per il Ticino. Per chi lavora, produce, paga le imposte, crea posti di lavoro, vive nei Comuni e chiede una politica più concreta, più vicina ai cittadini e meno prigioniera dei giochi di palazzo».

Le frecciatine all'indirizzo dei cugini leghisti non si sono limitate a Zali. «Il nostro Cantone - continua il comunicato stampa - non ha bisogno di continuare sulla stessa strada con arrocchi e arrocchini. Ha bisogno di una svolta».

Nonostante la rottura sul fronte elettorale, la porta non viene chiusa del tutto. «La collaborazione con la Lega resterà possibile e certamente auspicata sui temi concreti. Ma una lista comune per il Governo non è più, alle condizioni attuali, una prospettiva praticabile».

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