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FFS Cargo, «è l'ora di sedersi al tavolo»

Il Comitato contro lo smantellamento scrive a Vincent Ducrot e chiede «alcune possibili date» per aprire un tavolo di dialogo con FFS e Cantone, «se possibile in Ticino».
Ti-Press (PABLO GIANINAZZI)
FFS Cargo, «è l'ora di sedersi al tavolo»
Il Comitato contro lo smantellamento scrive a Vincent Ducrot e chiede «alcune possibili date» per aprire un tavolo di dialogo con FFS e Cantone, «se possibile in Ticino».

BELLINZONA / BERNA - Sono giorni di corrispondenza intensa tra il Ticino e le FFS. Prima la lettera inviata il 10 giugno dal comitato "No allo smantellamento di FFS Cargo in Ticino". Poi, il 12 giugno scorso (giorno della manifestazione a Chiasso), la risposta da parte del CEO dell'ex regia federale Vincent Ducrot ─ che ribadisce che il nostro cantone «rappresenta per le FFS una regione di primaria importanza, sia dal punto di vista operativo sia sotto il profilo strategico» ─ e, oggi, una nuova missiva all'indirizzo di Ducrot in cui viene nuovamente chiesto di indicare delle date per l'apertura di un tavolo di trattativa.

Un tavolo, si legge nella lettera del Comitato ─ firmata da Matteo Pronzini ─ a cui dovranno sedersi l'ex regia federale, le autorità ticinesi e il Comitato stesso. Un tavolo «se possibile da tenere in Ticino». «Alla luce di queste chiare e convergenti prese di posizione», prosegue il testo, «provenienti sia dalle istituzioni sia dalla società civile ticinese, riteniamo che vi siano ormai tutte le condizioni per avviare un confronto diretto e costruttivo», scrive il comitato, chiedendo un riscontro entro la fine di giugno.

Le parole dell'ex regia federale
Torniamo però alla lettera precedente. Nella missiva firmata da Vincent Ducrot e dalla Direttrice regionale Sud, Roberta Cattaneo, l'ex regia federale afferma che «la rappresentazione di una progressiva delocalizzazione di attività e posti di lavoro dal Ticino verso altre regioni del Paese non riflette le effettive motivazioni che sottendono le decisioni organizzative del Gruppo».

«Le FFS operano nel quadro degli obiettivi strategici definiti dalla Confederazione in qualità di proprietaria. Tali obiettivi richiedono una gestione efficiente, sostenibile e finanziariamente responsabile dell’azienda» e «in questo contesto, desideriamo affermare con chiarezza che le misure di adeguamento organizzativo non perseguono alcuna logica di trasferimento di posti di lavoro dal Ticino alla Svizzera tedesca. Le decisioni vengono assunte esclusivamente sulla base di criteri aziendali, operativi ed economici e non secondo considerazioni di natura regionale o politica».

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