CSR nei bandi pubblici: «Il criterio c’è, ma resta un’eccezione»

L'interrogazione presentata da Cristina Maderni e cofirmatari al Consiglio di Stato
L'interrogazione presentata da Cristina Maderni e cofirmatari al Consiglio di Stato
BELLINZONA - Il criterio facoltativo di aggiudicazione relativo alla Responsabilità sociale delle imprese (CSR), con una ponderazione pari al 4%, come previsto dalle direttive ufficiali e confermato nelle versioni aggiornate pubblicate dal Dipartimento del territorio è al centro di un'interrogazione presentata al Consiglio di Stato da Crisitina Maderni (prima firmataria). Isituito nel 2022, è un criterio che «pur rappresentando uno strumento innovativo a favore della sostenibilità economica, sociale e ambientale, risulta a oggi purtroppo raramente applicato nei bandi effettivi, nonostante i riferimenti chiari riportati nella normativa e nelle direttive del Consiglio di Stato».
Una situazione che, si legge nell'atto parlamentare, è ritenuto «insoddisfacente». Soprattutto alla luce «degli sforzi recentemente compiuti e promossi da più attori sul nostro territorio. Infatti, negli ultimi anni, grazie alla collaborazione tra DFE, CcTi, AITI, ABT, SSIC-TI e SUPSI, è stato sviluppato un modello strutturato di Report di sostenibilità, pensato anche per le PMI e aggiornato agli standard svizzeri ed europei. Dal 2022 il modello è gratuitamente accessibile anche sul sito della CcTi, che ne cura accompagnamento, formazione e certificazione. Il Report CSR integra 30 indicatori concreti, verificabili e distribuiti sui tre ambiti della sostenibilità (economico, sociale, ambientale). A oggi 155 aziende ticinesi hanno redatto il Report di sostenibilità e oltre 80 imprese lo hanno sottoposto a certificazione. Il modello è stato riconosciuto anche dal relativo programma federale»
Il criterio viene poi «applicato soltanto in una minoranza di procedure, rimanendo di fatto un'opzione poco utilizzata». Una situazione che «genera, da un lato, discontinuità rispetto agli obiettivi pubblici di sostenibilità promossi dal Cantone, e dall’altro rischia di non valorizzare gli sforzi compiuti dalle aziende locali, che hanno investito tempo, risorse economiche e capitale organizzativo nella rendicontazione sostenibile sulla base di strumenti riconosciuti e promossi dallo stesso Cantone». Insomma «in un contesto economico complesso, nel quale le imprese sono chiamate a rafforzare competitività, trasparenza e responsabilità, il mancato o limitato utilizzo del criterio CSR nelle commesse pubbliche sembra non rispecchiare pienamente gli indirizzi strategici sviluppati negli ultimi anni e condivisi tra autorità e mondo economico».
Le domande al Consiglio di Stato
- Per quali ragioni, nonostante la chiara formulazione delle direttive e la disponibilità di strumenti certificati e riconosciuti, il criterio CSR (4%) continua a essere applicato solo sporadicamente e resta di fatto marginale nel processo di aggiudicazione?
- Il Consiglio di Stato ritiene opportuno rafforzare l'impiego del criterio CSR, anche considerando il crescente numero di aziende ticinesi che adottano modelli riconosciuti di sostenibilità?
- Il Governo può fornire dati statistici relativi al numero di bandi pubblici del 2023–2025 nei quali il criterio CSR è stato effettivamente utilizzato, al numero di offerte valutate includendo questo criterio, alle categorie di commessa nelle quali il criterio è stato maggiormente o meno applicato?
- Il Consiglio di Stato intende valutare la possibilità di: promuovere maggiormente l’uso del criterio CSR presso i committenti pubblici, standardizzare l’inserimento del criterio in determinate tipologie di bandi?
- Ritiene il Governo che l’attuale ponderazione del 4% sia ancora adeguata o valuta l’opportunità, in futuro, di aumentarne il peso, vista la crescente importanza dei temi ambientali e sociali nella legislazione svizzera ed europea e nelle politiche cantonali?
- Il Consiglio di Stato intende coinvolgere nuovamente il Tavolo di concertazione sulla CSR per un aggiornamento delle direttive, per favorire un’implementazione più omogenea e un’applicazione più estesa del criterio?




