Votazione dell'8 marzo: la posizione del Governo

Il Consiglio di Stato suggerisce di votare No a entrambi i quesiti in votazione
BELLINZONA - In vista della votazione dell’8 marzo 2026, il Consiglio di Stato invita la popolazione ticinese a respingere l’iniziativa popolare cantonale «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale!» e l’iniziativa popolare federale «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)».
No all’iniziativa popolare legislativa generica «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale!» - Su questo oggetto posto in votazione a livello cantonale, il Consiglio di Stato condivide l’obiettivo di tutelare i diritti di chi lavora in Ticino. L’iniziativa popolare risulta tuttavia inefficace perché lega la lotta ai salari bassi quasi esclusivamente all’aumento dei controlli. Già oggi il Ticino è il Cantone con il tasso di verifiche di gran lunga più alto della Svizzera che si attesta tra il 25 e il 30% delle aziende rispetto a un obiettivo nazionale che oscilla fra il 3 e il 5% nei settori non coperti da contratti collettivi. Moltiplicare ispettori e verifiche non porta a salari più alti: significa più costi sia per lo Stato che per le imprese, senza un beneficio per chi lavora. L’esperienza dimostra che controlli mirati, basati su analisi del rischio e segnalazioni puntuali, sono più efficaci di quelli generalizzati.
Ricordiamo che in seguito alla votazione del 2016 le unità ispettive nel nostro Cantone sono già raddoppiate. Inoltre, l’introduzione di nuovi obblighi generalizzati creerebbe maggiore burocrazia, mettendo a rischio anche i posti di lavoro nel nostro Cantone.
Per quanto riguarda il divario salariale tra uomini e donne, il Cantone dispone già oggi di strumenti mirati: dagli incentivi economici ai criteri negli appalti pubblici. L’iniziativa non rafforza queste misure, ma aggiunge un ulteriore carico amministrativo che non migliora la protezione dei casi concreti di discriminazione.
L’iniziativa comporta pure ingenti costi ricorrenti per l’ente pubblico in un periodo in cui le finanze cantonali sono già particolarmente sotto pressione, senza che questo sforzo finanziario porti reali benefici al nostro mercato del lavoro. Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio invitano la popolazione a respingere l’iniziativa.
Il materiale informativo sulla votazione cantonale, compresa la lingua semplice e i video in lingua dei segni, sarà disponibile sulla pagina web www.ti.ch/votazioni a partire dal 9 febbraio 2026.
No all’iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)» - Sui temi posti in votazione a livello federale, il Consiglio di Stato invita la popolazione a respingere l’iniziativa popolare federale «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)».
Il Consiglio di Stato – condividendo la posizione della Conferenza dei Governi cantonali – ritiene che una così drastica riduzione del canone radiotelevisivo impedirebbe alla SSR di continuare a svolgere in modo soddisfacente il proprio mandato di servizio pubblico in tutte le regioni linguistiche e geografiche del nostro Paese. L’informazione regionale ne verrebbe inevitabilmente indebolita, così come il ruolo centrale svolto oggi dalla SSR a favore della formazione della cittadinanza e del dibattito pubblico, e della coesione nazionale. Ne conseguirebbe un impoverimento della copertura mediatica, in particolare delle zone periferiche, e un significativo indebolimento del principio di territorialità che caratterizza la fruizione dei media nel paesaggio mediatico svizzero.
Inoltre, il Governo cantonale attira l’attenzione sulle possibili conseguenze negative per la Svizzera italiana, in caso di approvazione. La conseguente riduzione dei fondi a disposizione dell’emittente pubblica, infatti, porterebbe quasi certamente la nostra comunità linguistica – che oggi risulta favorita dalla perequazione finanziaria regionale dei proventi del canone rispetto al suo effettivo peso demografico, grazie a un contributo concesso pari al 22% a fronte di proventi raccolti pari al 4% – a subire conseguenze molto drastiche in termini occupazionali, e per quanto riguarda la partecipazione della RSI ad attività culturali e sportive organizzate nel nostro Cantone.
In termini più generali, l’approvazione dell’iniziativa rappresenta un chiaro rischio per la coesione nazionale del nostro Paese plurilingue, con una serie di rilevanti conseguenze dirette e indirette anche per il Cantone Ticino.
Per questi motivi, il Consiglio di Stato invita a respingere l’iniziativa.



