Lega-UDC, il Mattino dice sì. E "punge" Chiesa: «Ansia da prestazione»

Il domenicale guarda con favore alla costruzione di una «casa comune» ticinese. Ma invita a mettere da parte personalismi e divisioni.
LUGANO - Il centrodestra ticinese deve guardare al futuro e Lega e UDC dovrebbero consolidare la loro collaborazione. È il messaggio lanciato dal Mattino della Domenica, con un articolo firmato MDD, che torna sul dialogo avviato tra le due forze politiche e si schiera apertamente a favore di una «casa comune» del centrodestra ticinese.
«Un'alleanza storica»
Secondo il domenicale, l'alleanza tra Lega e UDC è «storica» e ha già prodotto risultati positivi. Le due formazioni condividono inoltre numerose posizioni: dalla riduzione della spesa pubblica alla sicurezza, dal controllo dell'immigrazione alla difesa del ceto medio e delle piccole e medie imprese.
Per il Mattino avrebbe dunque senso superare la logica delle collaborazioni costruite di volta in volta in vista delle elezioni, come liste comuni e congiunzioni. L'obiettivo indicato è più ambizioso: «Una“casa comune” del centro-destra ticinese, «che valorizzi e rispetti le peculiarità, le sensibilità, l’identità e la storia di chi ne farà eventualmente parte. Una “casa comune” che possa federare Lega ed Udc, ma aperta a tutti i cittadini ticinesi che si riconoscono nell’area di riferimento».
Un progetto che, secondo il settimanale, non può tuttavia essere realizzato in pochi mesi, né in vista delle prossime elezioni cantonali. Le discussioni, inoltre, dovrebbero svolgersi lontano dai riflettori.
La stoccata a Chiesa
Nel commentare il riavvicinamento tra Lega e UDC, il Mattino non risparmia però una critica al presidente cantonale democentrista ad interim Marco Chiesa. Secondo il domenicale, il consigliere agli Stati si sarebbe lasciato prendere dall'«ansia da prestazione», rilasciando «troppe interviste» sul tema. «Poteva risparmiarsi», si legge.
Il Mattino respinge inoltre l'idea che ci sia qualcuno che «apparecchia la tavola e stabilisce i posti. E non c'è nessuno che immagina di fagocitare qualcun altro. I rapporti di forza tra le due formazioni politiche bastano da soli a tagliare fuori un simile scenario».
«Basta personalismi»
L'editoriale invita infine i due partiti a mettere da parte i personalismi e a concentrarsi sui risultati. L'argomento, si legge, è soprattutto elettorale: l'area di centrodestra non dovrebbe trascurare il cosiddetto «elettore silenzioso», che non frequenta i partiti ma ne condivide temi e battaglie. Per il Mattino, è proprio a questo elettorato che una collaborazione più stretta dovrebbe offrire «concretezza e risultati».



