Il caldo ha pesato sulla caccia: non è stato raggiunto il piano di abbattimento

Calano gli abbattimenti di cervi e caprioli, aumentano quelli di camosci e cinghiali. In sei casi è stata ritirata la patente di caccia per violazioni gravi.
BELLINZONA - Si è conclusa domenica 27 settembre la stagione 2026 della caccia alta in Ticino. Secondo i dati diffusi, i 1'721 cacciatori che hanno ottenuto l'autorizzazione hanno abbattuto, tra le altre specie, 1'882 cervi, 501 camosci, 399 cinghiali e 167 caprioli. Rispetto al 2025 sono diminuite le catture di cervi e caprioli, mentre sono aumentate quelle di camosci e cinghiali.
La stagione si è svolta dal 5 al 20 settembre e nelle giornate del 23 e 27 settembre, per complessivi 20 giorni. Secondo il bilancio, le temperature elevate, le scarse precipitazioni e la persistente siccità hanno reso in parte più difficile l'attività venatoria, in queste condizioni gli animali tendono infatti a essere maggiormente attivi durante la notte.
Per il camoscio si è passati dai 463 capi del 2025 ai 501 di quest'anno: 254 maschi adulti, 162 femmine adulte e 85 anzelli di un anno e mezzo. Le catture maggiori sono state registrate nel Locarnese, in Leventina e in Valle Maggia. Il totale resta inferiore al piano di abbattimento, fissato a 800 capi. Il bilancio attribuisce il lieve aumento soprattutto alle condizioni meteorologiche favorevoli dell'8 settembre, giornata dedicata alla cattura del maschio adulto.
In calo il numero di cervi abbattuti: 1'882 contro i 2'163 dell'anno precedente. Nel dettaglio, si contano 972 maschi, 675 femmine e 235 cerbiatti. Il dato rimane comunque del 10% superiore alla media del periodo 2020-2024. Poiché il piano di abbattimento non è stato raggiunto, è prevista una caccia tardo-autunnale da metà novembre a fine dicembre. Potranno parteciparvi, a un prezzo maggiorato, anche cacciatori che non hanno acquistato l'autorizzazione alla caccia alta.
Più marcata la diminuzione dei caprioli abbattuti: 167 contro i 239 del 2025, pari al 30% in meno. Il documento indica tra le possibili spiegazioni il minore interesse dei cacciatori per questa specie e la sua distribuzione disomogenea sul territorio cantonale. In alcune zone vengono inoltre citate come possibili fattori la competizione con il cervo e la presenza di lupi e linci.
Durante la caccia alta sono stati abbattuti 399 cinghiali rispetto ai 284 del 2025. Tredici animali sono stati confiscati dall'Ufficio del veterinario cantonale perché presentavano elevati tassi di cesio-137. Considerando anche gli abbattimenti della polizia della caccia, quelli effettuati nell'ambito del contenimento dei danni e le catture della caccia estiva, dall'inizio dell'anno al 30 settembre sono stati uccisi complessivamente 1'528 cinghiali, contro i 2'041 dello stesso periodo del 2025.
Secondo il bilancio, la diminuzione potrebbe indicare un calo della popolazione di cinghiali. Ulteriori abbattimenti sono previsti con la caccia speciale tra metà novembre e l'inizio del 2027, anche nell'ambito della strategia di prevenzione contro una possibile epidemia di peste suina africana (PSA). Sarà possibile acquistare un'autorizzazione specifica anche senza aver ottenuto una delle autorizzazioni delle categorie ufficiali, a un costo maggiorato. La caccia estiva potrebbe essere riproposta nel 2027, anche in funzione della situazione legata alla PSA.
Per marmotte, tassi e volpi i numeri saranno disponibili soltanto dopo la restituzione dei Fogli di controllo.
Quanto alle infrazioni, sono state registrate poco più di 130 autodenunce e 45 violazioni minori. In sei casi è stata ritirata la patente di caccia per violazioni definite particolarmente gravi della legislazione cantonale e federale.



