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«Basta sfruttare i neolaureati ticinesi!»: arriva la petizione

A lanciarla è il SISA, sottolineando che, dopo anni di studi e sacrifici, gli stagisti vengono spesso sottopagati...anche all'interno dell'Amministrazione cantonale.
«Basta sfruttare i neolaureati ticinesi!»: arriva la petizione
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Fonte SISA
«Basta sfruttare i neolaureati ticinesi!»: arriva la petizione
A lanciarla è il SISA, sottolineando che, dopo anni di studi e sacrifici, gli stagisti vengono spesso sottopagati...anche all'interno dell'Amministrazione cantonale.

BELLINZONA - Il Sindacato Indipendente degli studenti e degli Apprendisti (SISA) dice «basta». E lancia una petizione indirizzata al Gran Consiglio e al Consiglio di Stato per porre fine alla precarietà dei neolaureati ticinesi «che vengono sfruttati tra le mura dell’amministrazione cantonale, e non solo, attraverso stage sottopagati».

«È inaccettabile che i nostri giovani, dopo anni di studi e sacrifici per ottenere un Bachelor, vengano assunti come stagisti dall’Amministrazione cantonale percependo il salario misero di 1'800 franchi al mese per un impiego al 100%», si legge nella nota stampa odierna. «Sulla stessa barca si trovano anche coloro che hanno ottenuto un master, che vengono retribuiti 2'000 franchi al mese.

Cifre che, confrontate con il salario minimo cantonale di circa 3'400 franchi mensili, corrispondono appena al 28-29% e al 55-57% di quanto lo Stato stesso considera la soglia sotto la quale un lavoro non è dignitoso.

«Condizioni inaccettabili»
La contraddizione, dal punto di vista del SISA, è flagrante: «lo Stato applica ai propri stagisti condizioni che considererebbe di fatto inaccettabili per qualsiasi altro dipendente».

Per il sindacato «non si tratta di un mero dettaglio amministrativo, ma rappresenta una precisa scelta politica che ha un caro prezzo, e il Ticino la sta già pagando». Infatti, chi possiede una formazione terziaria nel nostro Cantone guadagna in media il 36,6% in meno rispetto al resto della Svizzera. Ogni anno circa 800 giovani lasciano il cantone per andare a studiare oltralpe; tanti di questi, dopo aver terminato gli studi, scelgono di non tornare, «poiché tornare significa accettare di lavorare a tempo pieno per una cifra che non copre nemmeno il costo dell’affitto».

Il Cantone Ticino, viene sottolineato, «somiglia un po’ a un cane che si morde la coda: dopo aver formato il suo futuro, incapace di valorizzarne il capitale umano, se lo lascia scappare. Si dispera per la fuga dei cervelli, ma, nella realtà dei fatti, non propone nessuna politica per evitare tutto ciò».

«Almeno il 75% del salario minimo cantonale per chi ha un Bachelor, almeno il 90% per chi ha il Master»
Proprio per questo il SISA, non accontentandosi di evidenziare questa contraddizione, avanza una proposta volta a rendere il cantone più attrattivo e ad arginare la fuga dei cervelli. «Chiediamo una modifica normativa che ancori l'indennità di stage post-laurea al salario minimo cantonale: almeno il 75% per chi ha un Bachelor, almeno il 90% per chi ha un Master. Chiediamo che agli stage siano garantite le stesse tutele di base in materia di malattia, infortunio e ferie di cui gode qualsiasi altra lavoratrice o lavoratore. E chiediamo il rafforzamento dell’Ufficio dell'ispettorato del lavoro, affinché possa controllare e sanzionare senza sconti chi calpesta queste regole».

«È ora di ridefinire il paradigma nostrano che continua a guardare agli stage come un’occasione per assumere manodopera sfruttabile, facilmente impiegabile e a basso costo. Lo stage dev’essere un importante momento di formazione. Ma la formazione non giustifica la miseria e la dignità dei neolaureati che, dopo anni di sacrifici, rientrano in Ticino».

Pertanto, il SISA invita la popolazione ticinese, le lavoratrici e i lavoratori, le studentesse e gli studenti a firmare e sostenere questa petizione. «Il futuro dei nostri giovani non si costruisce con le briciole: si costruisce con salari dignitosi, oggi».

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