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RIVIERA

«Spegnere la musica alle due? Così il festival non sta in piedi»

Con Eretich, questo weekend, la musica techno avrebbe dovuto risuonare in quel di Iragna. Ma la deroga concessa dal Comune ha frenato gli organizzatori. Il sindaco di Riviera: «Siamo stati generosi, ma bisognava anche tenere conto della quiete pubblica».
«Spegnere la musica alle due? Così il festival non sta in piedi»
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«Spegnere la musica alle due? Così il festival non sta in piedi»
Con Eretich, questo weekend, la musica techno avrebbe dovuto risuonare in quel di Iragna. Ma la deroga concessa dal Comune ha frenato gli organizzatori. Il sindaco di Riviera: «Siamo stati generosi, ma bisognava anche tenere conto della quiete pubblica».

RIVIERA - «Se ci danno la possibilità di fare la manifestazione come vogliamo, noi siamo pronti. Per ora la sospendiamo, ma non la annulliamo». È questa la posizione di Eymeric Ferreira, tra gli organizzatori di Eretich, festival techno che avrebbe dovuto animare la zona di Iragna, nel Comune di Riviera.

Avrebbe, appunto. La macchina organizzativa si è infatti inceppata a poche settimane dall'evento. Ciò, a causa di un piccolo quanto significativo dettaglio: la deroga concessa dal Comune arrivava fino alle 3 di notte, ma con l'obbligo di spegnere la musica alle 2. Una soluzione che, secondo gli organizzatori, avrebbe reso economicamente insostenibile il progetto.

L'evento era stato pensato dalle 18 di sabato 26 settembre (questo sabato) fino alle 6 del mattino successivo. «Per rientrare con le spese avevamo bisogno di arrivare almeno alle sei», spiegano gli organizzatori. Quattro ore in meno, secondo Ferreira, avrebbero significato molte meno consumazioni e, di conseguenza, minori entrate.

Nel frattempo, spiega Ferreira, la macchina organizzativa era già partita. Erano stati avviati i contatti con gli artisti e investiti circa 10'000 franchi tra social, sito internet, indirizzi email e promozione. Erano inoltre state cercate sponsorizzazioni e alcuni sostenitori avevano manifestato la propria disponibilità a contribuire economicamente qualora l'evento fosse stato organizzato.

La decisione del Comune ha però fatto saltare i piani, mettendo gli organizzatori in una posizione difficile nei confronti di coloro con cui erano già stati presi accordi. Ferreira, tuttavia, non molla. La manifestazione non si terrà il 26 settembre, come inizialmente previsto, ma potrebbe essere recuperata qualora si riuscisse a trovare un accordo.

«Alle 2 rischiamo di avere gente fuori fino alle 5.30»
Il problema del rumore, secondo Ferreira, non si risolve spegnendo la musica. «Se interrompiamo alle 2, il primo mezzo di trasporto disponibile sarebbe alle 5.30». Conseguenza: «Una parte del pubblico rimarrebbe per diverse ore a zonzo, con il rischio di provocare proprio quegli schiamazzi e quei disturbi alla quiete pubblica che le limitazioni intendono evitare».

Gli organizzatori si dicono disponibili a confrontarsi direttamente con i residenti. «Siamo disposti anche ad andare porta a porta», prosegue Ferreira, proponendo eventualmente una raccolta di firme per verificare la posizione degli abitanti rispetto alla possibilità di mantenere la musica fino a un determinato orario. Tra le ipotesi c'è anche quella di offrire biglietti omaggio ai residenti come forma di compensazione.

Obiettivo: crescere
Dietro al progetto, viene precisato, c'è anche l'intenzione di costruire progressivamente un appuntamento di dimensioni maggiori. «L'idea è organizzare più eventi durante l'anno e, in prospettiva, arrivare a un festival estivo di tre giorni nella zona dell'Eli-TV di Lodrino, con 1'500-2'000 persone al giorno». Gli organizzatori sottolineano in particolare le possibili ricadute sul territorio, con il coinvolgimento di alberghi, B&B, ristoranti, trasporti e altre attività.

«Noi siamo per la pace e per la quiete di vivere», ribadisce Ferreira, escludendo l'intenzione di aprire uno scontro con il Comune. Resta però la volontà di capire se ci sia un margine per modificare le condizioni imposte. «Non voglio fare la guerra», afferma, ricordando però gli oltre 10'000 franchi già investiti.

«Deroga importante e generosa»
Contattato, il sindaco di Riviera, Cristiano Triulzi, non lascia margini di manovra: «La decisione del Municipio è legata soprattutto alla tutela della quiete pubblica». «La struttura scelta per la manifestazione - sottolinea -, oltre a trovarsi vicino a una zona residenziale, è un capannone multifunzionale e non una discoteca appositamente isolata e coibentata. Per questo il Municipio non ha accolto la richiesta di prolungare la musica fino alle 6 del mattino, concedendo invece una deroga fino alle 3».

Una deroga che Triulzi definisce «importante» e «generosa» rispetto alla prassi, «proprio perché abbiamo constatato la serietà dell'organizzazione». Una scelta, fa inoltre notare, legata anche alle caratteristiche della zona: «La conformazione della valle farebbe rimbombare la musica in tutto il quartiere di Iragna», osserva.

Quanto alle preoccupazioni per le persone che, terminato l'evento, potrebbero restare in strada in attesa dei mezzi pubblici, Triulzi ribatte che il problema si presenterebbe comunque, anche alle sei del mattino.

Il sindaco lascia infine aperta la possibilità per gli organizzatori di rivalutare l'evento sulla base della deroga concessa: «Siamo dispiaciuti che la cosa non si sia potuta realizzare, però noi come ente pubblico siamo tenuti a far rispettare quel che il regolamento prevede».

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