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Il nuovo collegamento A2-A13 slitta ai 2050, dura la reazione: «Spesi già decine di milioni»

Il progetto COBELLO conferma la priorità nazionale ma la realizzazione slitta per ragioni finanziarie e di maturità dell'opera. La protesta delle Commissioni dei trasporti locali.
Il nuovo collegamento A2-A13 slitta ai 2050, dura la reazione: «Spesi già decine di milioni»
Archivio Tipress
Fonte USTRA
Il nuovo collegamento A2-A13 slitta ai 2050, dura la reazione: «Spesi già decine di milioni»
Il progetto COBELLO conferma la priorità nazionale ma la realizzazione slitta per ragioni finanziarie e di maturità dell'opera. La protesta delle Commissioni dei trasporti locali.

BELLINZONA - LOCARNO - Il 2 settembre, a Sant'Antonino, la Commissione di accompagnamento politico del progetto ha fatto il punto sullo stato dei lavori.

Lo studio "Trasporti 45", su cui l'USTRA sta costruendo il messaggio al Parlamento federale ora in consultazione presso i Cantoni, colloca il collegamento in priorità 1 a livello svizzero, ma ne ipotizza la realizzazione solo negli anni 2050, per il grado di maturità del progetto rispetto ai concorrenti e per vincoli finanziari.

Sul fronte pianificatorio, la Commissione è stata aggiornata sulla revisione della scheda del Piano settoriale dei trasporti (parte infrastruttura stradale, SIN), dove il collegamento figura come "risultato intermedio": in fase di consultazione federale, alcuni Uffici hanno chiesto di riaprire il confronto tra la variante di sponda destra e quella di sponda sinistra. La consultazione cantonale, che coinvolgerà anche Comuni ed enti interessati, partirà a breve.

Tra gli altri temi, gli studi sulla gestione del materiale di scavo della galleria: una verifica di fattibilità ha giudicato interessante impiegarlo per il risanamento del delta alla foce del Ticino. Sulla viabilità attuale, la prima fase degli interventi dovrebbe concludersi entro il 2026, con il sistema operativo dalla fine del 2027.

La dura reazione delle Commissioni trasporti locali
Lo “slittamento” annunciato da USTRA, però, non è piaciuto al territorio. Il 15 settembre, CIT e CRTB hanno diffuso un comunicato congiunto in cui definiscono la proposta federale una scelta che «suscita perplessità e viva preoccupazione per le prevedibili ripercussioni sulle tempistiche dell'opera», chiedendo di confermare l'orizzonte 2045 senza subordinarlo al progetto POLUME.

Le due Commissioni ricordano che le varianti sono già state oggetto di decenni di studi e controanalisi, costati ai contribuenti decine di milioni di franchi, e richiamano la perizia del Politecnico federale di Zurigo (ETHZ), su cui si è fondato il Consiglio federale: il collegamento vi riceve priorità alta con orizzonte 2025-2045, e una rinuncia è definita «ulteriore peggioramento, nessuna alternativa».

CRTB e CIT chiedono quindi che il collegamento resti all'orizzonte 2045 del messaggio al Parlamento, che la variante PG USTRA sia iscritta senza ulteriori approfondimenti nel Piano settoriale, e che a Comuni e cittadini venga comunicato un calendario pubblico delle tappe realizzative. «Un ulteriore ciclo di approfondimenti», avvertono le Commissioni, «condurrebbe a dubitare della reale volontà di realizzare l'opera».

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