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Sulla cannabis terapeutica c'è chi rilancia: «I pazienti hanno bisogno di risposte»

CanMedTicino prepara una nuova proposta dopo lo stop delle autorità, puntando su formazione e confronto tra sanitari.
Sulla cannabis terapeutica c'è chi rilancia: «I pazienti hanno bisogno di risposte»
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Sulla cannabis terapeutica c'è chi rilancia: «I pazienti hanno bisogno di risposte»
CanMedTicino prepara una nuova proposta dopo lo stop delle autorità, puntando su formazione e confronto tra sanitari.

SAVOSA - Gennaro Ausiello, presidente di CanMedTicino, rilancia il tema della continuità terapeutica per i pazienti «dopo le risposte ricevute il 3 e il 4 settembre dal Medico cantonale, dalla Farmacista cantonale e dal direttore del DSS, Raffaele De Rosa».

L'Associazione Cannabis Medica Ticino ritiene infatti - e lo mette nero su bianco in una nota - che le autorità sanitarie hanno riconosciuto le difficoltà pratiche legate alla variabilità delle infiorescenze di cannabis e condiviso l’obiettivo di garantire la continuità delle cure, giudicando però incompatibile con il quadro normativo federale il modello prescrittivo proposto dall’associazione.

Un paziente impegnato
«Non ci arrendiamo. La nostra proposta è stata respinta, ma le difficoltà che ci hanno spinto a formularla sono state riconosciute», afferma Ausiello, che convive con disturbi neurologici, dolore cronico e fatigue e ha trasformato la propria esperienza di paziente in un impegno associativo. «Stiamo lavorando a una controproposta che tenga conto delle osservazioni ricevute, perché quei problemi restano e i pazienti hanno bisogno di risposte concrete».

Secondo CanMedTicino, nelle risposte delle autorità non viene indicata un’alternativa operativa al modello respinto, né una tempistica per individuarla. «Non chiediamo che la nostra prima soluzione venga accettata a ogni costo. Chiediamo che, una volta riconosciuta una difficoltà, si lavori insieme per superarla», sottolinea il presidente.

Forum in vista
Il confronto proseguirà anche attraverso il primo Cannabis Medical Forum organizzato da CanMedTicino, in programma il 14 novembre al Relais Lucomagno di Olivone e dedicato alla formazione e al dialogo tra professionisti della salute. «Il Forum e la controproposta sono il nostro modo di andare avanti. Ma chi vive con il dolore non può essere lasciato con il compito di cercare da solo una soluzione a ogni ostacolo», conclude Ausiello.

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