«Un'estate di incontri internazionali in Ticino»

Il bilancio del Rotary International Camp 2026
Il bilancio del Rotary International Camp 2026
LUGANO - Si è conclusa «con un bilancio positivo» l'edizione 2026 del Rotary International Camp, che dal 3 al 14 agosto ha riunito in Ticino 30 giovani provenienti da 17 Paesi. L'iniziativa è stata organizzata dalla Fondazione Lingue e Sport, in collaborazione con i cinque Rotary Club ticinesi e con il supporto del Rotary Youth Exchange.
Dall'Australia alla Bulgaria, dalla Finlandia agli Stati Uniti, passando per Taiwan, Egitto, Turchia e numerosi Paesi europei, i partecipanti hanno trascorso quasi due settimane tra attività sportive, incontri, scambi culturali e visite alla scoperta del territorio ticinese.
Il programma ha alternato sport, natura e cultura. Tra le attività proposte figurano il Parco Avventura del Monte Tamaro, il trekking dal Monte Tamaro al Monte Lema con visita all'Osservatorio, un'escursione sull'Altopiano della Greina con pernottamento in tenda e le visite alla diga del Luzzone, alla fortezza del San Gottardo e alla diga della Verzasca. I giovani hanno inoltre attraversato in bicicletta il Piano di Magadino e partecipato ad attività sportive al Centro sportivo nazionale della gioventù di Tenero.
Una parte del soggiorno è stata dedicata al patrimonio culturale ticinese, con visite a Bellinzona, Locarno, Lugano e nel Mendrisiotto. I partecipanti hanno attraversato il ponte tibetano di Carasc, visitato il villaggio archeologico di Tremona, il Museo dei fossili del Monte San Giorgio e il LAC, oltre a prendere parte a una serata del Locarno Film Festival.
I cinque Rotary Club ticinesi hanno accompagnato i ragazzi in diverse giornate nelle rispettive regioni, favorendo occasioni di incontro con la popolazione e con le realtà locali.
Al centro dell'esperienza anche la convivenza tra giovani di culture e provenienze differenti. Serate di scambio culturale, momenti conviviali, sport e attività condivise hanno contribuito alla nascita di nuove amicizie, oltre i confini linguistici e culturali.
Al termine delle quasi due settimane trascorse in Ticino, i 30 partecipanti sono ripartiti verso i rispettivi Paesi portando con sé, oltre al ricordo dei luoghi visitati e delle esperienze vissute, quello dell'accoglienza, degli incontri e delle amicizie nate durante il Camp. Per gli organizzatori, i giovani diventano così nuovi ambasciatori del territorio ticinese nel mondo.






