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Il VPOD bacchetta l'UDC: «Troppe bufale!»

Il sindacato contesta duramente l'iniziativa sui dipendenti pubblici, accusando la destra economica di stravolgere e strumentalizzare i dati.
Il VPOD bacchetta l'UDC: «Troppe bufale!»
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Il VPOD bacchetta l'UDC: «Troppe bufale!»
Il sindacato contesta duramente l'iniziativa sui dipendenti pubblici, accusando la destra economica di stravolgere e strumentalizzare i dati.

BELLINZONA - «Smontare le bufale e denunciarne le ripercussioni». Questo l'obiettivo dichiarato dal Sindacato VPOD che, in una lunga presa di posizione, muove critiche nei confronti dell'iniziativa UDC per la decimazione dei dipendenti cantonali, che dovrebbe essere sottoposta al voto popolare a fine febbraio.

«Di fronte alla sorte di centinaia di lavoratori e a quella dei servizi pubblici, la demagogia e la fretta che da mesi accompagnano la proposta impongono sin d’ora di ricondurre il dibattito ai fatti», esordisce il sindacato. «Per cominciare, ammesso e non concesso che l’UDC intenda davvero ricercare la verità, anziché affrettarsi avrebbe potuto leggere gli studi che esso stesso cita maldestramente a sostegno dell’iniziativa».

«Pressapochismo sulle spalle della cittadinanza»
Il VPOD fa notare che il rapporto redatto dall'IDHEAP - secondo il quale sembrerebbero esserci troppi dipendenti pubblici in Ticino - «il 33% superiore concerne soltanto la maggior spesa per abitante della funzione "amministrazione generale", voce che corrisponde unicamente al 9% della spesa complessiva del Cantone. Estendere la percentuale all’intera amministrazione, pertanto, rappresenta una falsità e almeno una dimostrazione di pressapochismo sulle spalle della cittadinanza».

Sempre in relazione aIl’IDHEAP, il sindacato incalza: «Lo studio ha aumentato artificialmente del 13% la spesa ticinese per riflettere il divario rispetto al resto della Svizzera: anche in questo caso, il dato viene dunque proverbialmente utilizzato come un lampione non per farsi illuminare, ma per farsi ‘‘sostenere’’. Inoltre, avrebbe constatato che la crescita degli effettivi non appare «fuori controllo»: le recenti assunzioni derivano principalmente da nuovi compiti federali, stabilizzazioni di impieghi esistenti, obblighi di legge (ad esempio in ambito scolastico), posti finanziati da terzi o adeguamenti necessari».

Ma le bacchettate non finiscono qui. Perché il VPOD va avanti: «Sorprendentemente, avrebbe altresì realizzato che in base allo studio BAK il fabbisogno non dipende tanto dal numero di residenti, bensì da altre variabili strutturali (composizione demografica, contesto sanitario, quadro salariale cantonale, ecc.): considerando questi fattori, la differenza nei confronti di Cantoni comparabili – che non si traduce beninteso in un esubero – si attesta infatti a circa l’1%».

Rientrano nella misura anche «numerose figure di sostegno socioeducativo e amministrativo».
Nel contempo, viene fatto notare, «avrebbe riconosciuto che la scuola e l’OSC non saranno in realtà affatto risparmiate dall’iniziativa. Il testo sottrae al tetto dell’1.3% soltanto i docenti "in senso stretto" e il personale di cura OSC, facendo rientrare nella riduzione numerose figure di sostegno socioeducativo e amministrativo».

«Vogliono smantellare, aziendalizzare e privatizzare i servizi pubblici»
L'UDC, secondo il sindacato, avrebbe in definitiva dovuto ammettere che «il fallace, rigido e arbitrario automatismo proposto sarebbe in netta contraddizione con i crescenti bisogni della popolazione e carichi di lavoro del personale». «Epperò - conclude il VPOD -, non sorprende che tutto ciò non sia avvenuto: la decimazione è infatti un cavallo di Troia demagogico della destra economica volto a smantellare, aziendalizzare e privatizzare i servizi pubblici».

Il sindacato si dice dunque in prima linea contro quella che definisce «un’iniziativa strumentale e pericolosa, che confidiamo venga già contrastata in sede commissionale».

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