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BELLINZONA

La battaglia dei Castelli: «Diciamo no alla Fortezza. Servono più certezze»

Nel mirino la gestione degli accessi. Il NOCE: «Votare no significa chiedere un progetto più chiaro».
La battaglia dei Castelli: «Diciamo no alla Fortezza. Servono più certezze»
red
La battaglia dei Castelli: «Diciamo no alla Fortezza. Servono più certezze»
Nel mirino la gestione degli accessi. Il NOCE: «Votare no significa chiedere un progetto più chiaro».

BELLINZONA - Alcuni rappresentanti del fronte NO al referendum “Salviamo i nostri castelli” hanno illustrato le ragioni per cui invitano i residenti di Bellinzona a votare no il 27 settembre 2026.

Brenno Martignoni del NOCE punta innanzitutto l'attenzione sulla scarsa chiarezza del progetto e rivendica la libertà di scelta dei cittadini: «Noi oggi siamo qui per dire alle persone comuni, libere, che non devono avere paura di fare le loro scelte».

Uno degli aspetti maggiormente criticati riguarda l'accesso agli spazi e la gestione della futura fondazione. Se il referendum venisse accettato, la Galleria della Murata e la corte interna di Castelgrande non sarebbero più accessibili gratuitamente, ma richiederebbero l'acquisto di un biglietto.

Le critiche riguardano in particolare le differenze di accesso tra bellinzonesi, per cui si prospettano delle agevolazioni, e il resto dei ticinesi: «A me pare una vera e propria discriminazione fra comuni e a danno dei cittadini ticinesi», sostiene Adam Barbato Shoufani del Partito Comunista.

Un'altra questione sollevata riguarda le priorità degli investimenti. Valentina Mühlemann, esponente di Avanti con Ticino&Lavoro, respinge l'idea che rinunciare al progetto significhi «buttare via» dei soldi e invita a considerare il credito complessivo di 19,061 milioni di franchi alla luce della situazione finanziaria e sociale. Mühlemann sostiene che «ci sono i tagli sulla scuola, i tagli sugli anziani» e continua «in un momento come questo tutti i soldi pubblici devono essere destinati in maniera prioritaria alle cose più urgenti»

A unirsi al fronte dei contrari c'è anche Tuto Rossi dell'UDC, che critica duramente il progetto «Ho sentito dire che, se cade questo progetto, non hanno un piano B. Per fortuna che non hanno un piano B! Questo progetto, se lo guardate, se lo leggete, è il vuoto pneumatico».

A concludere è Paolo Balzari, vicepresidente del NOCE: «Il nostro no nasce da una cosa molto semplice: ci importa di Bellinzona, di come sarà domani, di come saranno utilizzati i soldi pubblici e della possibilità per le cittadine e i cittadini di partecipare alle decisioni importanti. Dietro i soldi pubblici c'è il sacrificio delle persone».

In sostanza il fronte contrario non mette in discussione il valore dei Castelli, ma sostiene che: «Votare NO non significa essere contro i Castelli. Significa chiedere un progetto più chiaro, più convincente e più rispettoso delle risorse pubbliche».

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