Ecco la ragazza ticinese che vi osserva sui social

Sempre online. E il prezzo da pagare è altissimo. A tu per tu con Federica Cavadini, creatrice di contenuti ed esperta del settore. Sotto accusa anche l'intelligenza artificiale.
Sempre online. E il prezzo da pagare è altissimo. A tu per tu con Federica Cavadini, creatrice di contenuti ed esperta del settore. Sotto accusa anche l'intelligenza artificiale.
SAVOSA - Sempre online. Sempre connessi. Sempre incollati ai social. E le conseguenze, in particolare per i giovani, sembrano essere deleterie. Lo conferma anche Federica Cavadini, creatrice di contenuti ed esperta di gestione dei social, intervenuta ai microfoni di TioTalk.
Ore e ore spese sui social. Tempo buttato?
«Sì. Sui social si perde tantissimo tempo a fare niente fondamentalmente. Mi ci metto anche io. Dico che cerco ispirazione. Ma l'ispirazione la cerchi per un'oretta...»
Ci sono trucchi per non restare ingabbiati in questa "trappola"?
«Il telefonino ti dà la possibilità di impostare il tempo giornaliero che vuoi dedicare ai social ad esempio. Io consiglio di leggere un libro. Oppure di uscire di casa. Perché stare a casa è forse la cosa che più ti motiva ad aprire i social. Pensate che quando mi lavo i denti, per non annoiarmi, apro TikTok o Instagram. Gli escamotage ci sono. Ma devi essere prima consapevole di essere dipendente da queste piattaforme».
Le proiezioni indicano che le prossime generazioni avranno deficit di concentrazione e di attenzione. E che faranno fatica ad avere uno spirito critico.
«La colpa non sarà tanto dei social quanto dell'intelligenza artificiale. Per me è deleteria. Ti fa sembrare tutto facile. E non sai più cosa è vero e cosa no. Tra l'altro non migliora l'aspetto climatico. Cerco di usarla meno. Anche per preservare il mio cervello. A qualcuno forse fa comodo avere una popolazione che rimane ignorante o pigra. Così la si può manipolare».
Perché certi contenuti sui social diventano virali e altri no?
«Chiediamoci cosa cerca un utente. Divertimento, identificazione, personaggi che piacciono. Il pubblico però desidera soprattutto coerenza tra l'account che si ha e i contenuti che si pubblicano».
L'evoluzione della tecnologia non ti spaventa? Non fa perdere qualcosa di concreto alle persone?
«Io sono nata e cresciuta in un'epoca in cui i social non c'erano ancora. Avendo vissuto il "pre" so cosa significhi vivere il mondo reale. Sono preoccupata per i giovanissimi. Fanno fatica a incontrarsi fuori di casa. Ci vuole un'educazione all'uso dei social e a come si vive la vita reale. Qui torna il tema dell'intelligenza artificiale...»
In che modo?
«Ti permette di modificare completamente le tue foto. Ci sono ragazze che postano le proprie immagini completamente stravolte. E poi magari hanno vergogna a uscire perché sanno che nella realtà non sono come appaiono sui social».
I social possono generare disturbi d'ansia...
«Ad esempio il cosiddetto Fomo, la paura che se non rimani online ti possa perdere qualcosa di virale. Io stessa sono a volte vittima delle mie stesse scelte. È raro, ma ci sono giorni dell'anno in cui il cellulare lo devo mettere davvero da parte».





