Basta litigi, lassù forse arriverà una svolta

L'imprenditore Giovanni Frapolli è pronto ad affrontare presente e futuro della stazione valmaggese in maniera inedita. Scommettendo su laghetti artificiali, pannelli solari e zipline.
L'imprenditore Giovanni Frapolli è pronto ad affrontare presente e futuro della stazione valmaggese in maniera inedita. Scommettendo su laghetti artificiali, pannelli solari e zipline.
BOSCO GURIN - Un'estate fin qui praticamente senza pioggia. E un inverno, quello che verrà, che si preannuncia per l'ennesima volta complicato. A Bosco Gurin oggi però sembra tirare un'aria diversa. Non c'è rassegnazione. Anzi. Giovanni Frapolli, imprenditore montano e proprietario dei locali impianti sciistici, tira un lungo sospiro.
Di speranza? Possiamo chiamarlo così?
«Chiamatelo come volete. Ma in questo momento bisogna parlare di cose belle. E ce ne sono».
Bosco Gurin viene da anni turbolenti. Lei non piace ad alcune personalità del posto. E viceversa.
«Queste cose vanno messe da parte. Abbiamo capito tutti che i cambiamenti climatici hanno completamente stravolto il ritmo delle nevicate. Se vogliamo ancora sciare a Bosco Gurin, la neve dovremo farcela noi, in casa».
E infatti qualcosa si sta muovendo.
«La gente che in queste settimane ci sta rendendo visita ha sicuramente notato il cantiere dell'impianto solare a 2'000 metri di altitudine. Abbinato alla realizzazione di un laghetto artificiale ci consentirà di essere auto sufficienti».
Si dice che il Patriziato, proprietario del terreno su cui sorgerà il laghetto artificiale, abbia un po' temporeggiato prima di accettare e firmare...
«È vero. E infatti la domanda di costruzione è partita in ritardo. Di conseguenza non avremo il laghetto già disponibile per questo inverno. Per quello dopo sì però. Per quest'anno dovrò studiare un'alternativa»
Non è scocciato col Patriziato?
«L'ho già detto tante volte: mi sembra che più faccia, più mi ostacolino. Di polemiche però non voglio più farne. Va bene così».
Intanto è anche partito il cantiere per la zipline...
«Appunto. Parliamo di queste cose per favore. Ne vale la pena. Sarà lunga 1,6 chilometri. La gente inizia a incuriosirsi. È un'attrazione che, dopo la slittovia, darà ulteriore valore a Bosco Gurin nei periodi in cui non si scia».
Destagionalizzazione. Una parola che va di moda e che a volte viene usata anche un po' a sproposito. Lei ci crede.
«Lo noto in questi giorni. Le persone cercano la frescura, la calma, la quiete. Vogliono fare escursioni a piedi o in mountain bike. Bosco Gurin ha anche una certa cultura, molto affascinante. Sicuramente può dare tantissimo ai visitatori. Sempre. Quindi è ovvio che io creda nella destagionalizzazione».
Tra l'altro a inizio agosto sarà inaugurata la "nuova" era della capanna Grossalp.
«Non è di mia competenza. Però ne sono felice. Sono tutte componenti che aiutano a essere attrattivi. Non bisogna più mettere i bastoni tra le ruote a chi ha idee innovative».
Ti-Press (archivio)Giovanni Frapolli e Bosco Gurin: una vita "insieme".Lei è particolarmente tenace. Ma un'estate così secca se la aspettava?
«Non mi sorprendo più di nulla. La siccità però sta diventando ricorrente in certi periodi. A maggior ragione serve il "mio" laghetto. Il bacino artificiale aiuterà l'alpeggio nei momenti in cui manca acqua. Non solo. Contribuirà a rendere ancora più bello il paesaggio. E in caso di incendi nella zona rappresenterà un'importante risorsa per le operazioni di spegnimento».
E poi c'è la neve da produrre.
«La neve, chiaro. Una volta arrivava quasi sempre tra fine novembre e inizio dicembre. E così si pianificavano in maniera spontanea le vacanze natalizie e poi a seguire quelle di carnevale. Ecco, è qualcosa che purtroppo appartiene al passato. Ma questo non significa sparire. Al contrario, ci sono nuove sfide all'orizzonte e vanno affrontate a testa alta».







