La musica della Cuba giovane a Bellinzona: arrivano i Gente De Zona

Il duo fa una promessa al pubblico che domenica 21 giugno accorrerà a Nevermind Music Fest: «Ci saranno musica, ballo e divertimento»
BELLINZONA - Un nome storico del panorama della musica latina internazionale, un duo che ha sempre saputo come far ballare il suo pubblico. Il 21 giugno arrivano a Bellinzona i Gente De Zona, gruppo musicale cubano nato nel 2000 e che da allora ha saputo conquistare il pubblico in patria e all'estero, collaborando con artisti del calibro di Pitbull, Enrique Iglesias, Marc Anthony, Jennifer Lopez, Kylie Minogue, ma anche Laura Pausini, Il Volo e Cristiano Malgioglio.
Saranno loro, Alexander Delgado e Randy Malcom Martinez, i prossimi grandi ospiti di Nevermind Music Fest. Li abbiamo intervistati.
Avete superato la boa dei 25 anni di attività musicale: è già tempo di un bilancio parziale o ci sarà modo di farlo, con calma, in futuro?
Randy: «Credo che lo faremo con calma in futuro».
Con "Reparto", l'album dello scorso anno, avete portato sul palco le sonorità della vostra Cuba, tuffandovi in questo sottogenere del reggaeton: è questo, a oggi, il sound più rappresentativo della gioventù cubana?
Alexander: «Sì, è la musica dei giovani cubani. È quello che si ascolta adesso per strada, ciò che la gente consuma e con cui si identifica».
A proposito di Cuba: avete spesso lanciato messaggi di libertà per l'isola durante i vostri concerti. Come vedete la situazione attuale del Paese e i negoziati con gli Usa che sono appena partiti?
Alexander: «La vediamo come il momento più vicino a una Cuba libera. Ma negoziare con i dittatori non sarà la soluzione: quella gente va rimossa alla radice, senza trattare, perché non cederà il potere».
Tra il pubblico di Bellinzona ci saranno sicuramente moltissimi spettatori di origini latine, ma anche tanti svizzeri: avete un messaggio da dare a chi non vi conosce o ha sentito solo alcune vostre canzoni?
Randy: «Per tutto il pubblico ci saranno musica, ballo e divertimento».
Vi siete già esibiti in Svizzera e avete definito «meraviglioso» il nostro pubblico: c'è qualcosa che vi piace fare, quando venite a suonare in Svizzera?
Alexander: «Goderci la bellezza del Paese e della sua gente».
Qui in Ticino, a differenza del resto del Paese, si parla in italiano: come ve la cavate con questa lingua?
Randy: «Lavoriamo in Europa da più di 25 anni e l’Italia è stato il nostro primo mercato. La lingua la gestiamo piuttosto bene… molto bene (ride, ndr)».



