20 anni di inclusione nel cuore di Locarno

Dal 2006 Casa Vallemaggia è diventata un punto di riferimento per l’inclusione sociale e professionale delle persone con disabilità.
Dal 2006 Casa Vallemaggia è diventata un punto di riferimento per l’inclusione sociale e professionale delle persone con disabilità.
LOCARNO - Casa Vallemaggia di Pro Infirmis Regione Sud compie 20 anni. Nel cuore della città, è diventata un punto di riferimento per l’inclusione sociale e professionale delle persone con disabilità. Una realtà unica in Ticino che riunisce sotto lo stesso tetto strutture gastro-sociali, una Scuola di Vita Autonoma, un Centro Diurno e servizi di sostegno educativo a domicilio per giovani e adulti.
Per sottolineare questo importante traguardo sono state programmate alcune iniziative «che permettono alla popolazione di incontrare e conoscere la nostra realtà» si legge in una nota. Si va dalla presentazione delle strutture ai racconti di vita di chi la anima, e poi un porte aperte e la Festa popolare in Piazza San Francesco, in Città Vecchia, il 6 giugno.
La prima struttura presentata: i laboratori gastro-sociali - Qualità professionale e inclusione concreta. «Il Ristorante Vallemaggia, la Buvette presso il DFA e il BisPrò al Polo Isolino di Solduno sono esercizi pubblici aperti alla clientela - viene spiegato - inseriti nella vita economica e sociale della regione che intrecciano qualità professionale e dimensione umana e sociale rendendoli luogo di relazioni, crescita e partecipazione. Sono luoghi di lavoro che vanno oltre all’integrazione, dove la qualità è un requisito professionale e l’inclusione è un modo di operare ogni giorno».
Nei laboratori-gastro lavorano «circa 30 collaboratori beneficiari di una rendita AI, affiancati da operatori sociali e professionisti della ristorazione. Ogni giorno si confrontano con ritmi, esigenze e responsabilità importanti. Collaboriamo con le Scuole Speciali e con l’Assicurazione Invalidità per percorsi di stage e riqualifica professionale».
L’obiettivo? «Offrire un servizio gastronomico apprezzato dalla clientela e, allo stesso tempo, costruire contesti in cui ciascuno possa esprimere competenze, assumersi responsabilità e trovare il proprio posto nella comunità».





