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Tra il Cardiocentro e il Mizar si inserisce l’USI

L’ateneo si propone come coordinatore per trovare un partner che condivida il carattere istituzionale del progetto e abbia le possibilità economiche
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Tra il Cardiocentro e il Mizar si inserisce l’USI
L’ateneo si propone come coordinatore per trovare un partner che condivida il carattere istituzionale del progetto e abbia le possibilità economiche
LUGANO - C’è un nuovo attore sulla scena della “questione Mizar”. L’USI - come riferisce il Corriere del Ticino - si è infatti proposta come coordinatore per trovare una soluzione. Swisslife, proprietaria dello ...

LUGANO - C’è un nuovo attore sulla scena della “questione Mizar”. L’USI - come riferisce il Corriere del Ticino - si è infatti proposta come coordinatore per trovare una soluzione.

Swisslife, proprietaria dello stabile, ha fissato per la fine di gennaio il termine per concludere l’affare: 40 milioni di franchi, più 8 per i lavori. Lo scorso mese i vertici dell’ospedale del cuore hanno assicurato di essere pronti a versare la propria quota parte di 5 milioni di franchi per l’acquisto dello stabile. La Città ha da tempo depositato su un conto bloccato la propria quota di 10 milioni (ai quali si aggiungono i 33 milioni di Banca Stato). Ma il Cardiocentro non ha assicurato che corrisponderà gli altri 5 milioni previsti tra il 2021 e il 2026 per "riacquistare" la quota coomunale. Anche perché non è ancora chiaro quale sarà il suo futuro giuridico.

Il progetto Medtech (centro di ricerca in biomedicina) all’interno dello stabile Mizar a Molino Nuovo, però, «sarebbe un’occasione persa se sfumasse» secondo l’USI, che finanziariamente non è in grado di contribuire al progetto, ma sembra intenzionata a trovare un partner che condivida il carattere istituzionale del progetto e abbia le possibilità economiche.

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