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Padre di 3 figlie espulso dalla Svizzera. Arrestato perché non lascia il paese

È finito in carcere a Sursee. Non vuole lasciare la Svizzera per non abbandonare le sue tre figlie che abitano nel Luganese. L'uomo ha iniziato uno sciopero della fame
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Padre di 3 figlie espulso dalla Svizzera. Arrestato perché non lascia il paese
È finito in carcere a Sursee. Non vuole lasciare la Svizzera per non abbandonare le sue tre figlie che abitano nel Luganese. L'uomo ha iniziato uno sciopero della fame
LUGANO - Un cittadino iraniano, padre di tre bambine che abitano nel Luganese, è stato arrestato e messo in carcere, in quanto non ha intenzione di lasciare la Svizzera per non abbandonare le sue bambine. La storia di K, è simile a...

LUGANO - Un cittadino iraniano, padre di tre bambine che abitano nel Luganese, è stato arrestato e messo in carcere, in quanto non ha intenzione di lasciare la Svizzera per non abbandonare le sue bambine. La storia di K, è simile a quella di tanti padri in lotta contro la propria ex moglie o ex compagna per la custodia dei figli. Della sua sua storia  - che ha preso ora un risvolto drammatico, poichè l'uomo si trova in un carcere di Sursee - ne parla Papageno, il movimento per la tutela dei figli, contro il monoparentalismo e per la bigenitorialità.

Stando al racconto di Papageno, che sul proprio sito presenta l'intera storia di K., l'uomo è padre di 3 figlie (una di 8 anni e 2 gemelline di 6 anni, di nazionalità svizzera e italiana) che vivono con la madre nel luganese. Secondo il movimento l'uomo è stato arrestato lo scorso 9 giugno in quanto privo di permesso di soggiorno e non vuole lasciare il paese per non abbandonare le sue 3 figlie. Ora si trova nella prigione di Sursee in regime di carcere amministrativo. È stato incarcerato perché sprovvisto di permesso di soggiorno e perchè si ostina a non lasciare il paese.

Secondo le informazioni raccolte da Papageno sembrerebbe che le autorità giudiziarie sostengano che lui non abbia uno stretto rapporto con le figlie e quindi la sua permanenza in Svizzera non si giustifica. Il Movimento fa pure notare che la commissione tutoria di Pregassona da un paio di mesi gli ha ampliato il diritto di visita da una a due volte al mese e che è tuttora pendente un ricorso alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo contro la decisione di espulsione per non rispetto dei diritti umani. L'uomo ha iniziato uno sciopero della fame lo scorso lunedì 14 giugno.

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