USS: «Serve un freno legislativo ai premi di cassa malati»

Secondo i sindacati, il sistema attuale penalizza i cittadini e favorisce sprechi e disuguaglianze, incidendo anche sull'economia nazionale.
Secondo i sindacati, il sistema attuale penalizza i cittadini e favorisce sprechi e disuguaglianze, incidendo anche sull'economia nazionale.
BERNA - Secondo l'Unione sindacale svizzera (USS) i premi dell'assicurazione malattia di base hanno ormai raggiunto per molte economie domestiche il limite del tollerabile: urge quindi un freno legislativo alla loro crescita.
Un'assistenza sanitaria di alta qualità e accessibile a tutti ha naturalmente un costo, riconosce l'organizzazione in un comunicato odierno. «Non è però certo una legge di natura che essa venga finanziata in modo così antisociale, con centinaia di milioni di franchi provenienti dai premi che vengono sperperati a scopo di lucro e che si disperdono in processi inefficienti».
E soprattutto, non è una legge di natura che i premi aumentino costantemente di pari passo con i costi: il parlamento potrebbe modificare la legge e limitare la progressione, ad esempio, al 3%. È proprio quanto chiede una mozione del presidente dell'USS Pierre-Yves Maillard, che sarà trattata domani dal Consiglio degli Stati. «Gli aumenti dei costi che andassero oltre tale soglia dovrebbero poi essere finanziati tramite imposte sociali o legate al reddito e non attraverso premi pro capite antisociali», argomenta la federazione sindacale.
Secondo l'USS la situazione attuale è dannosa dal punto di vista della politica sanitaria, insostenibile nell'ottica della politica sociale e assurda in termini di politica economica. «Se sempre più persone sono costrette a risparmiare sui premi a scapito del proprio sostentamento, non sono solo i milioni di persone coinvolte a farne le spese: anche l'economia nazionale ne risente». E se sempre più persone si rivolgono alle cure troppo tardi a causa dell'esorbitante quota a loro carico, il costo finirà per aumentare per tutti, conclude l'organismo di difesa dei lavoratori.




