Ginevra investe 39,5 milioni per i parcheggi dei frontalieri in Francia

Quasi il 57% degli elettori ha accettato di finanziare infrastrutture dedicate alla mobilità su suolo francese, per limitare il traffico automobilistico che strangola il cantone.
Quasi il 57% degli elettori ha accettato di finanziare infrastrutture dedicate alla mobilità su suolo francese, per limitare il traffico automobilistico che strangola il cantone.
GINEVRA - In dodici anni, i ginevrini hanno cambiato idea. Nel 2014 avevano respinto la proposta di stanziare 3 milioni di franchi per finanziare alcuni P+R nella vicina Francia. Domenica, invece, il 56,78% degli elettori ha approvato un investimento di 39,5 milioni di franchi per un progetto simile, ma decisamente più ambizioso. L'accordo prevede infatti dodici infrastrutture in Alta Savoia e nell'Ain: parcheggi di interscambio, autobus ad alta frequenza, corsie riservate al trasporto pubblico e il prolungamento di una linea tramviaria.
L'obiettivo è migliorare la mobilità transfrontaliera e quella interna al Cantone, offrendo alternative all'auto a chi ogni giorno si sposta verso Ginevra. L'auspicio è che una parte degli automobilisti lasci la propria vettura ai margini del Cantone e prosegua il viaggio con i mezzi pubblici.
Il consigliere di Stato Pierre Maudet, responsabile della Mobilità, ha parlato di «una vittoria collettiva». Tutti i partiti erano favorevoli, ad eccezione del Movimento dei cittadini di Ginevra (MCG), mentre l'UDC aveva lasciato libertà di voto. Maudet ha sottolineato soprattutto «la vittoria dei progetti»: interventi concreti, identificati e quantificati, per i quali il Cantone pagherà sulla base delle fatture.
Un buon accordo
«I ginevrini hanno capito», ha commentato il deputato del Centro Jacques Blondin. A suo avviso, realizzare le stesse infrastrutture sul territorio ginevrino sarebbe stato molto più complicato e costoso: «Non avevamo lo spazio per accogliere questi P+R, avremmo dovuto declassare la zona agricola. Qui, la Francia e la Confederazione partecipano al finanziamento. È magistrale».
Dello stesso avviso Julien Pala, segretario generale di Libertés et justice sociale, secondo cui «l'accordo è buono». Si tratta, a suo dire, di «un vero progetto pragmatico», con l'obiettivo di ridurre di 15'000 veicoli al giorno il traffico transfrontaliero. «Si tratta di alleggerire il traffico per i ginevrini».
Per il vicepresidente del PLR Philippe Schwarm, inoltre, migliorare la fluidità del traffico avrebbe ricadute positive anche sull'economia. «Senza ingorghi, un'azienda di impianti sanitari può fare cinque interventi invece di tre nella stessa giornata, per esempio», ha osservato.
«Un senso unico con la Francia»
Contrario il MCG. «Ci si stupisce che i ginevrini vogliano fare ancora più sacrifici», ha reagito il consigliere nazionale Roger Golay, ricordando il deficit di bilancio annunciato, pari a 546 milioni di franchi, i 543 milioni versati nel 2026 agli altri Cantoni nell'ambito della perequazione intercantonale e soprattutto i 411 milioni di franchi di retrocessioni fiscali alla Francia.
«Si chiede sempre di più ai ginevrini di stringere la cinghia e, allo stesso tempo, si offre con ancora più generosità», ha affermato Golay.
Il MCG non contesta che costruire i P+R sul territorio francese sia meno costoso che realizzarli in Svizzera. Secondo Golay, però, dovrebbe essere la Francia a sostenerne interamente i costi. «Con questi 411 milioni, possono farlo. È sempre a senso unico con la Francia. Si spennano i ginevrini».
Infrastrutture efficienti
Opposta la reazione del sindaco di Annemasse, Gabriel Doublet, che ha parlato di «una bella giornata per il Grand Genève» e di «una scelta netta del popolo per andare verso una maggiore cooperazione transfrontaliera».
Un eventuale no di Ginevra avrebbe rallentato la realizzazione dei progetti, ha spiegato. Quanto ai 411 milioni di franchi retrocessi dal Cantone alla Francia, Doublet ha sottolineato che non potevano essere utilizzati per questo scopo: «Finanziano già progetti di questo tipo, sono già destinati e non possono risolvere tutto».
Il sindaco considera inoltre «credibile» l'obiettivo di ridurre di 15'000 veicoli al giorno il traffico transfrontaliero. «Appena si mettono a disposizione infrastrutture efficienti, la gente le usa», ha affermato, citando il successo del Léman Express e della prima fase del tram verso Annemasse.
Un accordo da 183 milioni di franchi
I 39,5 milioni approvati domenica dai ginevrini si inseriscono in un accordo più ampio, del valore complessivo di quasi 183 milioni di franchi, firmato alla fine del 2025 da Ginevra e dalle collettività francesi. Il programma prevede, tra il 2026 e il 2032, la realizzazione sul territorio francese di una serie di infrastrutture dedicate alla mobilità.
I partner francesi contribuiranno con 98,5 milioni di franchi, la Confederazione con 50 milioni e Ginevra con 34,5 milioni. A questi ultimi si aggiungono 5 milioni destinati alla prevenzione delle piene dell'Arve e alla formazione del personale sanitario. Complessivamente, il Cantone finanzierà quindi circa il 22% del progetto.
Tra i dodici interventi previsti figurano un autobus ad alta frequenza (BHNS) tra il CERN e Saint-Genis-Pouilly, con un P+R da 700 posti; un collegamento tramviario da Ferney a un P+R da 500 posti; la priorità al trasporto pubblico sull'asse Thonon-Ginevra; l'ampliamento del P+R di Machilly, che passerà a 270 posti; un BHNS tra Annemasse e Bonne, con un P+R da 400 posti a Nangy; infine, la riqualificazione dell'asse Neydens-Saint-Julien e un P+R da 400 posti a Saint-Martin-de-Bellevue, vicino agli svincoli delle autostrade A41 e A410.




