Stop all'asilo per migranti del Maghreb: «La maggioranza di loro commette reati»

La mozione lanciata da Quadri (Lega) e rivolta al Consiglio Federale propone l'esclusione dei richiedenti per ridurre il peso sul sistema e affrontare problemi di sicurezza.
BERNA - «Escludere dalla procedura d’asilo i richiedenti provenienti dai Paesi del Maghreb». È quanto chiede al Consiglio federale il leghista Lorenzo Quadri, firmatario della mozione. Il deputato richiama l’articolo 55 della Legge federale sull’asilo e sostiene la richiesta citando l’elevata quota di domande con esito negativo e la percentuale di richiedenti che, secondo i dati da lui riportati, risultano coinvolti in procedimenti penali durante la permanenza in Svizzera.
Secondo Quadri, il sistema d’asilo svizzero continua a essere gravato da un numero significativo di domande presentate da richiedenti la cui probabilità di ottenere asilo, in relazione al Paese di provenienza, sarebbe «di fatto inesistente», attorno all’1%.
«Una percentuale allarmante»
Il consigliere cita informazioni fornite dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) sulla base della legge sulla trasparenza: nel 2024 l’80,5% dei richiedenti l’asilo provenienti dal Maghreb presenti in Svizzera sarebbe stato registrato almeno una volta come imputato in un procedimento penale. Numeri che Quadri definisce «allarmanti» e indicativi di quello che considera «un grave problema di delinquenza d’importazione».
Parallelamente, sostiene il firmatario, per i richiedenti provenienti da Algeria, Marocco e Tunisia la quota di protezione è «di fatto inesistente». Ciononostante, nel 2025 sono state presentate complessivamente 3'642 domande d’asilo da cittadini dei tre Paesi, 2'127 delle quali da cittadini algerini.
La richiesta al Consiglio federaleQuadri sottolinea inoltre che queste procedure impegnano risorse amministrative e giudiziarie considerevoli e possono protrarsi ulteriormente in seguito ai ricorsi, in particolare dinanzi al Tribunale amministrativo federale, le cui lungaggini, afferma, «sono state denunciate da più parti».
Nel frattempo, osserva il consigliere nazionale, persone che, secondo la sua ricostruzione, non hanno diritto alla protezione rimangono sul territorio svizzero, con conseguenze per le finanze pubbliche e la sicurezza.
Da qui la richiesta di fare ricorso all’articolo 55 LAsi della Legge sull’asilo, che permette al Consiglio federale di adottare misure straordinarie in presenza di un afflusso straordinario di persone in cerca d’asilo. Per Quadri è «necessario utilizzare pienamente questo strumento» per evitare di appesantire il sistema ordinario con procedure che considera prive di concrete prospettive di protezione.



