Sì alla revisione della legge sui diritti politici; appianate le divergenze

Oggi il Consiglio nazionale ha eliminato le ultime divergenze che ancora l'opponevano alla Camera dei cantoni. Il dossier è così pronto le votazioni finali.
BERNA - Via libera alla revisione della legge federale sui diritti politici (LDP).
Oggi il Consiglio nazionale ha eliminato le ultime divergenze che ancora l'opponevano alla Camera dei cantoni. Il dossier è così pronto le votazioni finali.
Le novità riguardano in particolare lo svolgimento delle votazioni federali, l'iter giurisdizionale per i ricorsi sulle elezioni e votazioni, nonché l'istituzione di una base legale per le prove di raccolta elettronica delle firme (e-collecting).
Grazie a quest'ultima modifica i comitati di iniziativa e di referendum dovrebbero poter raccogliere, in via sperimentale, le firme per via elettronica. Prima dell'introduzione definitiva di questo strumento dovrà però essere effettuata una fase di sperimentazione intensiva, è stato spiegato durante i dibattiti in entrambi i rami del Parlamento. L'UDC era contraria a questi test.
Il progetto comprende anche una serie di altre novità nel campo dei diritti politici. Si tratta, tra l'altro, di facilitare il voto per le persone non vedenti o ipovedenti. Per consentire tale diritto, è previsto in particolare che la Confederazione metta a disposizione dei Cantoni schede di voto che potranno essere compilate mediante apposite mascherine. Le autorità cantonali dovranno adottare misure per attuare la normativa federale, ma disporranno di un margine di manovra e non dovranno adeguare tutte le modalità di voto
Gli ultimi punti di disaccordo riguardavano però un altro ambito: le regole per fissare le date delle votazioni sulle iniziative e sui referendum. Il Consiglio nazionale voleva imporre maggiori vincoli al Consiglio federale per evitare il rischio di manovre politiche. La Camera dei Cantoni vi si è sempre opposta. Oggi il Nazionale - con 94 voti a 86 - si è allineato a questa decisione.
Ha inoltre ceduto riguardo alla competenza del Consiglio federale di rinviare o annullare una votazione. Il Consiglio degli Stati aveva deciso di fissare a dieci mesi dalla fine di un "grave turbamento dell'espressione del voto" il termine per ripetere la consultazione. Tale articolo di legge era inizialmente stato stralciato dal Nazionale all'unanimità, perché giudicato troppo generico e lasciava margini interpretativi eccessivi. Oggi la Camera del popolo - seppur di misura, per 85 voti contro 81 e 19 astensioni - si è allineata a quella dei Cantoni.
Per quanto riguarda altri punti della revisione, come i ricorsi sulle elezioni e votazioni federali, i due rami del Parlamento si erano già accordati: i Governi cantonali rimarranno in linea di massima la prima giurisdizione. Se però le irregolarità hanno ripercussioni in più Cantoni o sono state causate da un'autorità federale, i ricorsi potranno essere presentati direttamente al Tribunale federale.
Quanto ai comitati d'iniziativa, i membri dovranno indicare semplicemente il loro domicilio e l'anno di nascita, e non più l'indirizzo. Le informazioni sugli autori di un'iniziativa popolare continueranno a figurare sulle liste delle firme e saranno pubblicate nel Foglio federale.
Come detto, il dossier è così pronto per le votazioni finali.



