Preventivo 2026, il Nazionale approva i crediti aggiuntivi

Via libera ai 98 milioni di franchi, perlopiù destinati ai programmi europei di ricerca e innovazione (previsti nell'ambito del pacchetto di accordi con l'Ue)
BERNA - Con 123 voti contro 63, il Consiglio nazionale ha approvato oggi 98 milioni di franchi per quattro crediti aggiuntivi al preventivo 2026, in gran parte destinati alla partecipazione elvetica ai programmi europei di ricerca e innovazione, e legati ai negoziati sul nuovo pacchetto di accordi bilaterali tra Berna e Bruxelles.
La voce più importante riguarda i programmi di ricerca dell'Unione europea (UE), per i quali è previsto un credito supplementare di 58,3 milioni di franchi. L'importo, ha spiegato Alex Farinelli (PLR/TI) a nome della commissione, è legato alla partecipazione elvetica ai programmi Horizon Europe, Euratom, Digital Europe e all'infrastruttura di ricerca ITER (la Svizzera è tenuta a versare un contributo obbligatorio per poter prenderne parte).
L'aumento dei costi è dovuto all'espansione del budget europeo per la ricerca e all'evoluzione del tasso di cambio. Da notare che nel suo messaggio il governo aveva chiesto 67,3 milioni, il Nazionale l'ha però ridotto di 9 milioni. Questa somma corrispondeva a una riserva di credito nel frattempo diventata superflua.
Un ulteriore credito di 7,6 milioni riguarda la partecipazione della Confederazione all'Agenzia spaziale europea (ESA), di cui la Svizzera è membro fondatore. L'aumento è legato sia all'incremento dei contributi obbligatori decisi dagli Stati membri (+2,6 milioni) sia alla partecipazione elvetica al programma "European Resilience from Space" (+5 milioni).
Altri 19,9 milioni verranno utilizzati per sostenere FFS Cargo nel traffico a carro completo isolato (TCCI). L'obiettivo è permettere all'azienda ferroviaria di rendere questa attività economicamente autosufficiente nel medio periodo attraverso contributi federali destinati a diminuire progressivamente negli anni successivi.
Infine, sono previsti 3,16 milioni per il trasporto di veicoli su rotaia nelle stazioni di carico della Furka e del Sempione. La Confederazione intende infatti assumere anche i costi della stazione del Sempione, sollevando da questo onere il Vallese.
Il dossier passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.



