Caos nei cieli svizzeri? "Colpa" del Bürgenstock

L'attivazione all'ultimo momento di una zona di esclusione sopra l'area dell'incontro tra Stati Uniti e Iran ha creato i disagi odierni
GINEVRA - Il traffico aereo all’aeroporto di Zurigo è tornato alla normalità dopo l’incidente tecnico che ha colpito Skyguide nella mattinata di domenica 21 giugno. Il fornitore svizzero dei servizi di navigazione aerea ha confermato che i sistemi sono ora stabili e che la sicurezza è stata garantita in ogni momento.
La zona di esclusione
Il guasto aveva causato restrizioni nello spazio aereo a est di Berna, compromettendo l’immagine radar sia nel centro di controllo di Dübendorf sia nella torre di controllo di Zurigo. All’origine dell’anomalia vi è stata l’attivazione, avvenuta all’ultimo momento, di una zona di esclusione sopra il Bürgenstock, decisa il giorno precedente in vista del meeting tra le delegazioni di Stati Uniti, Iran, Qatar e Pakistan.
Per precauzione, nelle prime ore del mattino Skyguide ha attivato la procedura "Clear the Sky", riducendo temporaneamente il traffico. I voli già in fase di avvicinamento a Zurigo sono stati esentati, mentre tutte le delegazioni dirette alla conferenza hanno potuto atterrare regolarmente.
Qualche conseguenza rimane
I tecnici hanno individuato rapidamente la causa del problema, ripristinando progressivamente le operazioni. Al momento, il traffico di sorvolo resta leggermente ridotto: una misura che rimarrà in vigore fino alle 8 di lunedì 22 giugno. Secondo Skyguide, l’apertura di ulteriori settori di spazio aereo rende questa limitazione quasi impercettibile. L’aeroporto di Zurigo non è direttamente interessato, anche se gli effetti del guasto potrebbero ancora riflettersi temporaneamente sul traffico.
Skyguide ha presentato le proprie scuse ai partner, alle compagnie aeree e ai passeggeri per i disagi causati, ribadendo che la sicurezza resta la priorità assoluta. La protezione della conferenza di pace, conclude la società, continua a essere garantita.



