Femminicidio di Epagny, finisce tutto con un'archiviazione

Lo comunica il Ministero pubblico, che ha proceduto in tal modo a seguito della morte dell'autore dell'omicidio e delle precedenti violenze ai danni di moglie e figli
FRIBURGO - Sono state chiuse con ordinanze di archiviazione, emesse lo scorso 1° giugno, le procedure penali aperte nei confronti dell’autore dell’omicidio avvenuto a Epagny (FR) il 10 aprile 2025, così come quelle relative ai precedenti episodi di violenza commessi dall'uomo nei confronti della moglie e dei figli.
La ricostruzione del delitto
Secondo la ricostruzione del Ministero pubblico friburghese, diramata ai media venerdì, la mattina del 10 aprile 2025, intorno alle 9 l’uomo si era introdotto nella villa in cui la moglie stava lavorando come addetta alle pulizie. Era armato di un fucile da caccia modificato e portava con sé un recipiente contenente benzina. All’interno dell’abitazione aveva sorpreso la moglie e la proprietaria della casa. Quest’ultima, condotta in un’altra stanza, era riuscita a fuggire e a dare l’allarme. Subito dopo, l’uomo aveva sparato quattro colpi contro la moglie con il fucile, uccidendola. Aveva quindi cosparso di benzina il corpo della vittima e il soggiorno della villa, dandovi fuoco. Infine, si era recato al piano superiore, dove si era tolto la vita con la stessa arma.
Le autopsie hanno accertato che entrambi erano già deceduti quando l’incendio si è propagato nell’intera abitazione.
A seguito del decesso dell’autore dei fatti, la procedura penale a suo carico per assassinio, incendio intenzionale aggravato e violazione della legge federale sulle armi è stata archiviata. Lo stesso vale per quanto contenuto nella denuncia presentata dalla vittima il 18 settembre 2024.
La precedente denuncia per violenze
La donna aveva presentato una denuncia penale contro il marito, affermando di aver subito per anni violenze fisiche, psicologiche e sessuali. Aveva inoltre riferito che anche i figli erano stati vittime di violenze fisiche da parte del padre. Su queste basi era stata aperta un’ulteriore procedura penale per lesioni semplici, vie di fatto, ingiuria, minacce, coazione, coazione sessuale, violenza carnale e violazione del dovere di assistenza o educazione.
Nell’ambito di questa procedura, l’uomo era stato posto in detenzione preventiva dal 18 settembre al 6 dicembre 2024, per poi essere rimesso in libertà con misure sostitutive, tra cui il divieto di avvicinarsi o di contattare la moglie.
Le due ordinanze di archiviazione non sono ancora definitive e possono essere impugnate davanti alla Camera penale del Tribunale cantonale.




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