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SVIZZERA

Beni illeciti libanesi: filiale svizzera HSBC indagata in Francia

La filiale svizzera della banca britannica HSBC è sospettata di aver aiutato l'ex direttore della banca centrale libanese Riad Salamé a sottrarre fondi ed è per questo indagata nell'ambito di un'inchiesta su beni illeciti libanesi dalla Procura nazionale finanziaria francese.
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Beni illeciti libanesi: filiale svizzera HSBC indagata in Francia
La filiale svizzera della banca britannica HSBC è sospettata di aver aiutato l'ex direttore della banca centrale libanese Riad Salamé a sottrarre fondi ed è per questo indagata nell'ambito di un'inchiesta su beni illeciti libanesi dalla Procura nazionale finanziaria francese.

ZURIGO - La filiale svizzera della banca britannica HSBC è sospettata di aver aiutato l'ex direttore della banca centrale libanese Riad Salamé a sottrarre fondi ed è per questo indagata nell'ambito di un'inchiesta su beni illeciti libanesi dalla Procura nazionale finanziaria francese (PNF), che ha confermato la notizia all'agenzia di stampa francese Afp.

La banca è accusata di riciclaggio di denaro in banda organizzata e di associazione a delinquere per commettere reati quali sottrazione di fondi pubblici, appropriazione indebita o corruzione di pubblici ufficiali. L'istituto ha pure dovuto pagare una cauzione di 80 milioni di euro (oltre 73 milioni di franchi) per eventuali danni e interessi futuri da saldare, ha precisato la PNF.

Dal canto suo HSBC ha commentato all'Afp che "non siamo in grado di commentare una questione giuridica. L'inchiesta è in corso e continuiamo a collaborare".

Nel luglio del 2021 era stata aperta l'inchiesta francese per riciclaggio di denaro in banda organizzata e di associazione a delinquere, parallelamente ad altri filoni in Europa e in Libano.

Salamé è accusato di essersi costruito un ingente patrimonio immobiliare e bancario in Europa e negli Stati Uniti attraverso un complesso schema finanziario, la sottrazione di fondi pubblici libanesi pari a 44 milioni di dollari (oltre 34,5 milioni di franchi) e la complicità di numerosi protagonisti. Il 75enne, direttore della banca centrale libanese dal 1993 al 2023, ha sempre negato qualsiasi malversazione.

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