Ecco PIA, l'IA che scrive gli interventi per i politici

I parlamentari la usano da una settimana, con l'autorizzazione a trattare dati riservati. Molti sono entusiasti, ma non tutti
I parlamentari la usano da una settimana, con l'autorizzazione a trattare dati riservati. Molti sono entusiasti, ma non tutti
SVIZZERA - «Dopo alcune prove trovo la nostra PIA fantastica», esulta Reto Nause. «Sono entusiasta!», esclama Gerhard Andrey. Il consigliere nazionale bernese del Centro e il suo collega friburghese dei Verdi dispongono da una settimana di uno strumento di IA esclusivo per i membri del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati.
Si chiama PIA, acronimo di "Parlamenti Intelligentia Artificialis", ovvero intelligenza artificiale del Parlamento. L'applicazione è stata sviluppata su richiesta della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale, di cui fanno parte sia Andrey che Nause.
I dati sensibili restano in Svizzera
Il motivo dell'introduzione è il timore che informazioni sensibili possano uscire dal quadro sicuro della Confederazione e diventare pubbliche. I dati inseriti in PIA non vengono utilizzati per l'addestramento di modelli di IA e la memorizzazione dei dati avviene tramite Swisscom in Svizzera. In questo modo PIA «risponde alle elevate esigenze del Parlamento in materia di protezione dei dati e sovranità dei dati», spiegano i Servizi del Parlamento.
20 Minuten ha accompagnato nella prima settimana di sessione Thomas Hurter (UDC), Andrey e Nause nei loro primi passi con PIA. Nause mostra in modo molto concreto come l'IA gli scriva un testo per un intervento. «Può fornire spunti su dove potrebbe esserci bisogno di intervento legislativo in un determinato ambito», spiega. Il prompt è: «Formula un intervento per accelerare le procedure».
Nello specifico, vuole inasprire il Codice di procedura penale. Il prompt corrispondente è: «Inasprisci il Codice di procedura penale». PIA restituisce diversi ambiti di intervento in cui ciò sarebbe possibile, ad esempio con un ampliamento dei poteri investigativi o un inasprimento della carcerazione preventiva.
Nause sceglie l'ambito «Accelerazione delle procedure & efficienza». Il prompt è: «Formula un intervento per accelerare le procedure». Pochi secondi dopo, il testo per l'adeguamento legislativo è pronto sotto forma di mozione – compresi titolo, richiesta e motivazione.
La mozione, in questa forma, Nause non la presenterà. Ma l'esperimento mostra che PIA «può scrivere testi di interventi piuttosto validi, cosa che sicuramente proverò più spesso». Per lui, però, resta fondamentale un principio: «Chi usa l'IA deve assumersi la responsabilità del risultato e sostenerlo».
Il verde Andrey: «PIA mi solleva dal lavoro e mi rende più efficiente»
Anche l'imprenditore IT Gerhard Andrey utilizza attivamente lo strumento, soprattutto per analizzare e riassumere documenti che non possono essere trattati in un cloud esterno. Ma PIA è utile anche per la redazione di interventi o discorsi basati su protocolli di commissione, afferma Andrey, che da tempo utilizza diversi modelli di IA.
«Il nuovo strumento mi piace perché funziona in modo affidabile: i dati restano sotto il controllo del Parlamento. Mi solleva dal lavoro e mi rende più efficiente», afferma l'ultimo candidato dei Verdi al Consiglio federale. Il progetto è pragmatico e può essere realizzato a basso costo con strumenti open source gratuiti, aggiunge, senza necessità di progetti milionari.
Il rischio della divulgazione di dati riservati
Prima dell'introduzione di PIA esisteva il rischio che i membri del Parlamento inserissero documenti riservati delle commissioni nei modelli di IA, senza poter garantire che i dati non finissero nelle mani sbagliate. I Servizi del Parlamento parlano di un «completamento degli strumenti esistenti per casi d'uso con esigenze particolarmente elevate in materia di sicurezza e sovranità dei dati».
In concreto, i politici possono trattare documenti di commissione fino al livello di classificazione «Interno» compreso. I documenti dei livelli «Riservato» e «Segreto» restano tabù. Informazioni veramente "segrete", però, i parlamentari difficilmente le ricevono, come afferma ad esempio Reto Nause. «Il contratto dell'F-35, ad esempio, abbiamo potuto consultarlo in commissione solo tramite una proiezione, dopo la consegna dello smartphone».
I costi per la fase pilota di PIA ammontano a un massimo di 150mila franchi, a dipendenza dell'intensità d'uso. Questi sono coperti dal budget IT esistente dei Servizi del Parlamento.
«L'IA non deve sostituire il pensiero proprio e la posizione personale»
Non tutti sono entusiasti del nuovo giocattolo per i rappresentanti del popolo. Il consigliere nazionale sciaffusano UDC Thomas Hurter afferma: «Gli elettori scelgono persone che pensano con la propria testa e si assumono le proprie responsabilità». Avverte del pericolo «che si adottino risposte dell'IA senza verificarle, anche se spesso non è chiaro su cosa si basino».
L'IA può essere un aiuto, ma non deve sostituire il «pensiero proprio e la posizione personale». «E non vedo davvero alcuna necessità per una soluzione speciale come PIA, costosa e a carico dei contribuenti», si lamenta. Hurter non utilizzerà lo strumento nella vita parlamentare, e anche nella vita privata rinuncia consapevolmente all'IA.
Nella sessione autunnale in corso, molti altri parlamentari potrebbero impratichirsi con lo strumento. A tal fine, davanti alla caffetteria di Palazzo federale sono regolarmente presenti esperti IT per dare consigli. Come la nuova IA cambierà davvero il Parlamento, però, si vedrà solo nei prossimi anni.








