«Circa un'estate su due sarà più calda di quella attuale»

Crescono i rischi sanitari e non solo legati al caldo estremo e alla siccità, mentre gli esperti chiedono interventi urgenti sulle città.
ZURIGO - Mentre la Svizzera si prepara ad affrontare nei prossimi giorni una nuova ondata di calore, il climatologo Reto Knutti mette in guardia sulle prospettive future. «Con le attuali politiche climatiche a livello globale, ci stiamo avviando verso un mondo in cui un'estate su due sarà più calda di questa», afferma il professore di fisica climatica all'ETH in un'intervista pubblicata oggi da Watson.
Secondo Knutti, l'eccezionale caldo dell'estate 2026 non rappresenta una sorpresa rispetto agli scenari elaborati da MeteoSvizzera e dall'ETH. A determinarlo concorrono cinque fattori: il riscaldamento globale, responsabile a suo avviso del 60-70%, la siccità del suolo, l'aria più pulita e il conseguente maggiore irraggiamento solare, l'accumulo di alte pressioni sull'Europa e la scarsità di temporali. L'esperto ricorda inoltre che Basilea e Sion hanno registrato quest'anno oltre 50 giorni con temperature di almeno 30 gradi alle stazioni di misura.
Gli effetti, sottolinea il climatologo, sono già pesanti. Knutti parla di centinaia di morti in più in Svizzera durante questa estate a causa del caldo e di almeno 35'000 vittime in Europa. A preoccupare è anche la siccità: l'agricoltura ha sofferto, mentre i danni ai boschi potrebbero diventare evidenti soltanto in seguito. Il caldo avrebbe inoltre ripercussioni sulla salute psicologica e sulla produttività, con perdite in Svizzera stimate dall'esperto in mezzo miliardo di franchi o più all'anno.
Per affrontare la situazione, secondo il professore occorre ripensare soprattutto le città e gli edifici, intervenendo sulla pianificazione territoriale, aumentando il verde e adottando il concetto di «città spugna», capace di trattenere l'acqua e restituirla attraverso l'evaporazione. Anche l'aria condizionata dovrà entrare nel dibattito, in particolare per case di riposo, edifici pubblici e scuole: «I condizionatori prevengono le vittime, è assolutamente chiaro», afferma, pur precisando che ciò non significa dotarne ogni abitazione.
Knutti precisa che il cambiamento climatico non è un problema del futuro e occorre prepararsi soprattutto a caldo e siccità. L'adattamento, però, «ha limiti o diventa proibitivamente costoso»: per questo, conclude, anche la riduzione delle emissioni deve avere la stessa priorità.



