«La Svizzera è troppo morbida con le spie»

La maggioranza della Commissione della politica estera chiede di negare l'accredito ai diplomatici considerati ad alto rischio di spionaggio. L'UDC invita alla cautela: «Rischiamo ritorsioni»
BERNA - La Svizzera è un paradiso per le spie e la minaccia maggiore arriva dalla Russia. È quanto emerge dall'ultimo rapporto del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) sulla sicurezza del Paese, pubblicato lo scorso giugno. Già tre anni fa il SIC aveva rivelato che un quinto delle spie russe attive in Europa operava dalla Svizzera.
Molti agenti stranieri agiscono sotto la copertura diplomatica, uno status che li protegge dall'azione penale per attività di intelligence vietate. Possono tuttavia essere dichiarati persona non grata ed espulsi. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) sottolinea però che una simile misura può provocare ritorsioni, come l'espulsione di diplomatici svizzeri.
«La minaccia cresce»
La Commissione della politica estera del Parlamento aveva già chiesto l'espulsione sistematica delle spie. Il Consiglio federale aveva invece ribadito l'intenzione di proseguire sulla base della prassi adottata finora. Ora la maggioranza della Commissione torna alla carica, sostenendo che la minaccia dello spionaggio straniero sia aumentata sensibilmente.
La proposta è di non rilasciare più carte di legittimazione alle persone che, secondo il SIC, presentano un elevato rischio di spionaggio. Chi agisce per conto di uno Stato straniero contro gli interessi della Svizzera e non può essere perseguito penalmente dovrebbe inoltre poter essere espulso.
«Bisogna procedere caso per caso»
L'UDC invita alla cautela. «Spiare è assolutamente inaccettabile e non siamo contrari all'espulsione delle spie. Ma bisogna decidere caso per caso», afferma il consigliere nazionale Mauro Tuena. Il timore è quello di provocare ritorsioni: «Se espelliamo qualcuno, questi Paesi potrebbero fare lo stesso con i nostri diplomatici. A un certo punto rischiamo di non avere più rappresentanze».
Tuena respinge inoltre l'idea che l'UDC sia vicina alla Russia: «Dio sa che non sono uno che comprende Putin, ma non possiamo espellere diplomatici semplicemente perché un Paese non ci piace». A suo avviso, la nuova proposta è inutile: «In caso di spionaggio evidente, i diplomatici vengono già espulsi oggi».
«La Svizzera è troppo morbida»
Di tutt'altro avviso Fabian Molina (PS), secondo cui Berna mantiene una linea troppo morbida. La Svizzera sarebbe diventata un centro nevralgico per lo spionaggio straniero, mentre le autorità tenderebbero ad accreditare i diplomatici anche in caso di dubbi. «Questo rappresenta un rischio per la nostra democrazia e le nostre istituzioni», sostiene Molina. E aggiunge: eventuali contromisure non dovrebbero intimidire la Svizzera.



