Caso Maisano, la Commissione federale sulla qualità chiede più trasparenza

L'intento: misure concrete contro i conflitti d’interesse.
BERNA - La Commissione federale per la qualità (CFQ) interviene sul caso di cardiochirurgia (Maisano) che ha coinvolto l’Ospedale universitario di Zurigo, chiedendo misure concrete per evitare il ripetersi di episodi analoghi. In una presa di posizione diffusa a Berna oggi, 23 luglio 2026, l’organismo propone una serie di raccomandazioni rivolte sia ai Cantoni sia agli organi direttivi delle strutture sanitarie.
Al centro delle indicazioni della CFQ vi è la richiesta di maggiore trasparenza: tutti gli ospedali inseriti negli elenchi ospedalieri dovrebbero essere obbligati a rendere pubblici in modo completo e regolare i legami di interesse del personale dirigente medico, infermieristico e terapeutico. L’obiettivo è prevenire in maniera efficace eventuali conflitti di interesse e tutelare i pazienti.
Le raccomandazioni arrivano a seguito dell’indagine sui fatti verificatisi tra il 2016 e il 2020 presso la Clinica di cardiochirurgia e chirurgia vascolare – oggi Clinica di cardiochirurgia – dell’ospedale zurighese. Secondo la CFQ, è necessario che i Cantoni adottino misure per garantire che i pazienti non subiscano danni legati a interessi personali dei medici curanti.
La Commissione sottolinea inoltre la responsabilità delle direzioni ospedaliere e degli organi di vigilanza e autorizzazione nel garantire un comportamento responsabile e critico, indispensabile per assicurare sia la qualità dell’assistenza sanitaria sia il progresso in ambito medico, infermieristico e terapeutico.
Un ulteriore punto riguarda il rispetto degli standard etici nella ricerca e nei trattamenti sperimentali. Gli organi direttivi strategici e operativi delle strutture sanitarie sono chiamati a garantire il rispetto della legge sulla ricerca umana e delle norme vigenti. In presenza di indizi di violazioni, è richiesto un esame immediato e l’adozione di misure adeguate per proteggere i partecipanti agli studi.
Tra i principi richiamati figurano l’autorizzazione da parte delle commissioni etiche competenti o di un review board, una rigorosa valutazione del rapporto benefici-rischi, un’informazione completa ai pazienti e la loro partecipazione volontaria. Vengono inoltre richiesti una documentazione accurata e un monitoraggio costante dello svolgimento degli studi, con particolare attenzione all’andamento dei trattamenti e ai processi di guarigione.
Con queste raccomandazioni, la CFQ intende sensibilizzare i responsabili del sistema sanitario e promuovere l’avvio di processi volti a rafforzare trasparenza, responsabilità e tutela dei pazienti.



