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GINEVRA

Piloti ubriachi ma pronti al decollo: «Mi aspetto una punizione esemplare»

L'incidente a Ginevra che ha coinvolto la compagnia aerea Swiss solleva il dibattito sulla sicurezza e le procedure di controllo nel settore aereo.
Piloti ubriachi ma pronti al decollo: «Mi aspetto una punizione esemplare»
Imago/Deposit
Fonte 24Heures
Piloti ubriachi ma pronti al decollo: «Mi aspetto una punizione esemplare»
L'incidente a Ginevra che ha coinvolto la compagnia aerea Swiss solleva il dibattito sulla sicurezza e le procedure di controllo nel settore aereo.

GINEVRA - «In quarant’anni di carriera non ho mai visto niente del genere». Così ha dichiarato al quotidiano 24Heures un dirigente dell’aeroporto di Ginevra, ancora scosso dall’episodio che ha coinvolto due piloti della compagnia aerea Swiss. I due, in evidente stato di ebbrezza, avrebbero tentato di prendere i comandi di un volo diretto verso una destinazione europea.

L’episodio risale allo scorso marzo ed è avvenuto in un hotel dove alloggiava l’equipaggio. Alcuni colleghi hanno segnalato la situazione, descrivendo i due comandanti come «chiaramente alcolizzati». I piloti non sono mai arrivati in cabina di pilotaggio, la segnalazione ha portato all’immediata sospensione e all’apertura di un’indagine interna.

Un comportamento irresponsabile - Lo stupore non riguarda solo il dirigente aeroportuale. Un comandante con dieci anni di esperienza ha definito il comportamento estremamente irresponsabile. «Non si tratta solo di una violazione delle regole, ma di una messa in pericolo diretta dei passeggeri e dell’equipaggio».

Secondo il pilota, episodi simili rischiano inoltre di compromettere la reputazione dell’intera categoria. «Ogni volta che accade qualcosa del genere, si getta un’ombra su una professione che si fonda su disciplina, rigore e fiducia».

Essere lucidi e saper valutare i propri limiti - Il comandante sottolinea come il senso di responsabilità sia centrale nella pratica quotidiana. Nella sua carriera ricorda un solo caso in cui un collega ha rinunciato a volare dopo aver bevuto la sera precedente. «Non ha nemmeno avuto bisogno di un test, si è reso conto da solo di non essere in condizioni adeguate. È questo l’atteggiamento minimo richiesto: essere lucidi e saper valutare i propri limiti».

Per questo, il comandante si aspetta conseguenze esemplari per quanto accaduto a Ginevra. «Le norme sono chiarissime: il limite è di 0,2 per mille, e molte compagnie impongono addirittura lo zero assoluto. In questo caso è evidente che tutte le regole sono state ignorate». Il rispetto di questi standard, aggiunge, non è solo una questione disciplinare, ma rappresenta «la base stessa della sicurezza nel trasporto aereo».

La presa di posizione della compagnia aerea - Swiss ha precisato che in Svizzera non esiste una base legale per controlli alcolemici sistematici sui piloti, anche se le autorità effettuano verifiche a campione. La compagnia punta invece su prevenzione, formazione e una selezione rigorosa del personale. I membri dell’equipaggio sono tenuti a monitorare le proprie condizioni fisiche e a segnalare eventuali situazioni sospette.

In questi casi si applica il principio del doppio controllo: due persone valutano la situazione e, se i sospetti vengono confermati, informano la gerarchia. Secondo Swiss, episodi di questo tipo sono quasi inesistenti e negli ultimi anni non sono stati registrati casi accertati di piloti in stato di ebbrezza.

L’episodio di Ginevra resta dunque un’eccezione, ma riaccende l’attenzione sulle misure di sicurezza e sulla responsabilità individuale nel settore dell’aviazione civile.

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