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SVIZZERA

Over 65 e quell’esperienza che si lascia sfuggire mentre il mercato è in affanno

Alcune aziende (poche) sperimentano soluzioni flessibili per trattenere chi è in età da pensione, ma persistono resistenze culturali e ostacoli economici che frenano una reale trasformazione del mercato del lavoro.
Over 65 e quell’esperienza che si lascia sfuggire mentre il mercato è in affanno
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Fonte Tages-Anzeiger
Over 65 e quell’esperienza che si lascia sfuggire mentre il mercato è in affanno
Alcune aziende (poche) sperimentano soluzioni flessibili per trattenere chi è in età da pensione, ma persistono resistenze culturali e ostacoli economici che frenano una reale trasformazione del mercato del lavoro.

SONDAGGIO

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

ZURIGO - Il nostro Paese continua a fare i conti con una crescente mancanza di personale qualificato, ma allo stesso tempo manda in pensione migliaia di lavoratori ancora perfettamente in grado di svolgere la propria attività.

Una contraddizione che, secondo un nuovo studio dell'associazione Focus 50 plus insieme all'Unione svizzera degli imprenditori e all'Unione svizzera delle arti e mestieri, rischia di privare il mercato del lavoro di una delle sue risorse più preziose.

Qualità fondamentali
Stando a quanto riporta il Tages-Anzeiger l'indagine - condotta su 500 dirigenti e responsabili delle risorse umane -, mostra infatti come le aziende riconoscano ampiamente il valore dei collaboratori più anziani.

Il 90% degli intervistati attribuisce agli over 60 qualità considerate fondamentali, come esperienza, affidabilità, senso di responsabilità, fedeltà all'azienda e una solida rete di relazioni con i clienti. Tuttavia, questo riconoscimento raramente si traduce in misure concrete per favorirne la permanenza oltre l'età pensionabile.

Pochi ci provano
Solo un'impresa su tre adotta infatti politiche volte a trattenere i dipendenti oltre i 65 anni. Ancora meno frequenti sono gli interventi per adattare mansioni e carichi di lavoro o per preservarne salute e capacità lavorativa nel tempo. Secondo Edgar Spieler, autore dello studio e consulente della società Alixio Group, nelle aziende continua a prevalere l'idea che il pensionamento rappresenti la conclusione naturale e definitiva della carriera professionale.

Non tutti hanno la forza
Eppure, osserva l'esperto, non tutti i lavoratori arrivano ai 65 anni nelle stesse condizioni. Se alcune professioni particolarmente pesanti dal punto di vista fisico possono rendere difficile proseguire l'attività, molti altri lavoratori sono ancora in piena forma e desidererebbero continuare a lavorare. Per questo motivo, sostiene Spieler, il pensionamento dovrebbe essere pianificato caso per caso, tenendo conto delle esigenze dell'azienda e delle aspettative del singolo dipendente.

Un futuro senza personale specializzato?
Il tema assume particolare rilevanza anche alla luce dell'evoluzione demografica. Nei prossimi dieci anni il mercato del lavoro svizzero potrebbe perdere circa 400.000 lavoratori, poiché le uscite per pensionamento supereranno di gran lunga gli ingressi delle nuove generazioni. Una carenza che, secondo gli autori dello studio, difficilmente potrà essere compensata attraverso l'immigrazione, sia per l'invecchiamento della popolazione europea sia per la crescente resistenza politica verso nuovi flussi migratori.

Valorizzare il potenziale
Per questo motivo diventa fondamentale valorizzare maggiormente il potenziale rappresentato dagli over 60. Ridurre i pensionamenti anticipati e creare le condizioni affinché chi lo desidera possa restare attivo più a lungo viene indicato come uno degli strumenti più efficaci per attenuare la carenza di personale.

Alcune aziende hanno già iniziato a muoversi in questa direzione. È il caso di Kuhn Rikon, dove circa il 5% dei dipendenti ha più di 65 anni e un quarto dei lavoratori continua l'attività anche dopo aver raggiunto l'età pensionabile. L'azienda ha progressivamente modificato le postazioni di lavoro, introducendo macchinari per alleggerire le mansioni più pesanti e offrendo formule di impiego flessibili, come contratti part-time o collaborazioni su chiamata. «Se il lavoro è interessante e le condizioni sono adeguate, molte persone sono felici di continuare», osserva Michael Karrer, membro della direzione.

Gli ostacoli
Restano tuttavia alcuni ostacoli importanti. Molti responsabili del personale continuano infatti a nutrire dubbi sulla flessibilità, sulle competenze digitali e sulla capacità di aggiornamento dei lavoratori più anziani. A ciò si aggiungono i maggiori costi salariali e previdenziali, che pesano soprattutto sulle piccole e medie imprese. Quattro PMI su dieci ammettono di rinunciare ad assumere personale senior proprio a causa degli oneri contributivi.

Lo studio propone quindi anche interventi a livello politico. Tra le misure suggerite figurano incentivi fiscali per chi continua a lavorare dopo il pensionamento, un aumento delle franchigie AVS e la possibilità di sospendere temporaneamente la riscossione della pensione per rientrare nel mercato del lavoro senza complicazioni burocratiche.

Le soluzioni possibili
Secondo gli autori della ricerca, anche senza modificare per legge l'età pensionabile, le aziende potrebbero iniziare a sperimentare modelli che consentano di lavorare volontariamente fino a 67 anni. Una prospettiva che raccoglie il consenso di quasi l'80% dei dirigenti intervistati e che potrebbe contribuire ad affrontare una delle principali sfide del mercato del lavoro svizzero nei prossimi anni.

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