«Perché il terrorista islamico non è stato espulso prima?»

Attentato di Winterthur, Quadri incalza il Consiglio federale su espulsioni e sicurezza
BERNA - «L’islamista turco, naturalizzato svizzero, autore dell’attentato di Winterthur, era noto già da un decennio ai servizi competenti come seguace dello Stato islamico, oltre che frequentatore della locale moschea An’Nur, chiusa dalle autorità poiché vi si predicava l’odio e la radicalizzazione. Per la città di Winterthur si tratta del quinto attentato terroristico di matrice islamista in 6 anni». Comincia così l'interpellanza firmata dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri.
L'esponente leghista domanda al Consiglio federale «per quale motivo, essendo da un decennio nota l’adesione dell’attentatore di Winterthur all’estremismo islamico, non è stata avviata subito la procedura per la revoca della cittadinanza svizzera con conseguente espulsione».
L’interpellanza solleva anche il tema delle misure future, domandando se «revoca ed espulsione verranno messe in atto ora, come chiesto da più parti, a cominciare dal consigliere di Stato zurighese responsabile per la sicurezza, Mario Fehr».
Nel documento si affronta inoltre la questione più ampia della sicurezza interna. Quadri chiede al Consiglio federale se, «alla luce del crescente rischio di attentati di terrorismo islamico su territorio svizzero», sia intenzione dell’esecutivo adottare una linea più rigorosa in materia di espulsioni, anche tramite la revoca della cittadinanza, «affinché la sicurezza del territorio e dei cittadini torni ad avere la priorità sull’accoglienza indiscriminata».
Tra i quesiti posti figurano anche dati e numeri: quante persone residenti in Svizzera siano note ai servizi come islamiste radicalizzate e potenzialmente pericolose, quante di queste siano cittadine svizzere, naturalizzate o straniere e di quali nazionalità, nonché quante beneficino di prestazioni sociali.
Quadri chiede infine quante persone siano già state allontanate dal Paese per radicalizzazione islamista e se il Consiglio federale intenda adottare «misure più incisive al fine di impedire la diffusione dell’islam politico in Svizzera».



