Keystone
SVIZZERA
19.06.2020 - 16:260

Il TAF bacchetta la SEM sulla procedura d'asilo accelerata

I diritti garantiti ai richiedenti sarebbero stati ripetutamente violati.

SAN GALLO - Il Tribunale amministrativo federale (TAF) bacchetta la Segreteria di Stato della migrazione (SEM). Quest'ultima ha ripetutamente violato i diritti garantiti ai richiedenti asilo nell'ambito delle procedure accelerate.

Con una sentenza di principio pubblicata oggi, il TAF ha accolto il ricorso di un richiedente la cui domanda era stata decisa con la nuova procedura celere. Introdotta nel marzo 2019 dalla revisione della legge sull'asilo, questa procedura è applicabile alle domande che possono essere decise senza ulteriori chiarimenti.

Quando la SEM respinge la domanda, il termine per il ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF) è di sette giorni, mentre è di 30 giorni per la procedura ampliata riservata ai casi complessi. L'obiettivo della procedura accelerata è quello di giungere a una decisione definitiva entro 140 giorni.

Nel caso specifico, il rappresentante legale del ricorrente aveva richiamato l'attenzione della SEM sulla complessità del caso. Dopo una prima audizione, la SEM ne aveva effettuate altre due, della durata di sei ore ciascuna.

La decisione sull'asilo - scrive il TAF in un comunicato stampa - era stata emanata soltanto dopo 89 giorni di calendario, invece dei 29 giorni previsti dal legislatore. Al rappresentante legale erano però stati concessi soltanto 7 giorni di tempo per appellarsi al TAF.

Nella loro sentenza, i giudici di San Gallo ammettono che la SEM ha compiuto ampie indagini ed ha motivato compiutamente la sua decisione. Benché la legge preveda che nella procedura celere la durata massima di 29 giorni può essere superata di "alcuni giorni", la SEM ha però oltrepassato questo margine "in misura massiccia".

Errore di triage commesso dalla SEM

Le giustificazioni addotte dalla SEM per motivare la mancata attribuzione alla procedura ampliata non hanno peraltro convinto il collegio giudicante. Già in prima istanza il rappresentante legale aveva evidenziato la complessità della procedura e l'errore di triage. Inoltre, aveva esposto in modo irrefutabile che il termine di ricorso breve non sarebbe bastato per poter impugnare correttamente la decisione della SEM.

In conclusione, la Corte ha annullato la decisione e ha rinviato la causa alla SEM per un nuovo giudizio in procedura ampliata. La sentenza è definitiva e non può essere impugnata davanti al Tribunale federale.

Il TAF precisa inoltre che quello trattato non è un caso speciale. In molti altri casi, la SEM avrebbe dovuto optare per una procedura estesa, garantendo un termine ordinario di ricorso di 30 giorni.

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