«Distruggerebbe completamente il tennis»

Claudio Mezzadri boccia la proposta di Djokovic per rivoluzionare il tennis: «Con il killer point e i match accorciati diventerebbe una lotteria. Le sfide epiche sparirebbero».
LUGANO - «Una fesseria grande come una casa». «Distruggerebbe completamente i tornei del Grande Slam». Claudio Mezzadri non usa mezzi termini per commentare la proposta lanciata da Novak Djokovic per cambiare il volto del tennis: set al meglio dei quattro game, niente vantaggi e incontri al meglio dei cinque set.
Un'ipotesi che all'ex tennista ticinese non convince affatto. «Non so se Djokovic l'abbia detto per scherzo oppure no. O magari se queste parole siano state estrapolate da un discorso più ampio. Ma con un format del genere il tennis diventerebbe un altro sport. Sarebbe uno sprint in cui fatica, resistenza e capacità di soffrire non avrebbero più alcun peso».
E a rimetterci, secondo Mezzadri, sarebbe soprattutto lo spettacolo. «Sarebbe un taglio netto con tutto quello che abbiamo vissuto nel passato. Quali sono le partite che restano maggiormente nel cuore dei tifosi? Quelle epiche. Quelle finite al quinto set, magari dopo ore di battaglia».
Il pensiero corre alle sfide che hanno fatto la storia del tennis: la finale di Wimbledon 2009 tra Roger Federer e Andy Roddick, decisa dal 16-14 nel quinto set a favore dello svizzero, oppure quella dell'anno precedente tra Federer e Rafael Nadal, chiusa 9-7 al quinto da parte dello spagnolo. «Con un formato simile queste partite non esisterebbero più. E il tennis verrebbe completamente snaturato. Diventerebbe quasi una lotteria, uno sport perfetto per le scommesse».
Un giudizio duro, ma che Mezzadri motiva con esempi concreti. «È molto semplice da verificare. Formati simili sono già stati introdotti nel doppio e nelle finali della Next Gen. Nei tornei minori di doppio si giocano due set e poi un super tie-break, con il killer point sul 40-40. E cosa succede? Può vincere chiunque. Arrivano coppie sconosciute, battono avversari più forti e poi spariscono».
Il motivo? «Perché hai livellato troppo il valore dei giocatori. Basta andare avanti nel momento giusto, vincere tre o quattro punti decisivi e una partita può cambiare completamente. Con il killer point sul 40-40 magari ti va bene quattro volte e vinci anche contro un avversario nettamente superiore».
Mezzadri chiude poi con una provocazione: «Con un formato del genere Djokovic potrebbe giocare altri quattro o cinque anni e magari vincere ancora degli Slam. Potrebbe quasi ritornare in campo anche Federer», scherza. «Ma sarebbe una barzelletta. Spero davvero che abbia detto queste cose per ridere o che siano state estrapolate».
Secondo l'ex tennista ticinese sarebbe un paradosso proprio per la storia di Djokovic: «La sua carriera è costruita su partite epiche, durissime, spesso oltre le quattro ore. Ma vale anche per Federer e Nadal. Se togliamo tutte le sfide leggendarie finite al quinto set, cosa resta del tennis?». Poco o nulla...



