Rabbia contro Sinner e Alcaraz, Djokovic scherza (ma non troppo)

«Quando li vedo mi viene da pensare: “Sto giocando contro me stesso di 10 o 15 anni fa”».
Il serbo è contemporaneamente frustrato e motivato dai due migliori giocatori del mondo.
«Quando li vedo mi viene da pensare: “Sto giocando contro me stesso di 10 o 15 anni fa”».
Il serbo è contemporaneamente frustrato e motivato dai due migliori giocatori del mondo.
NEW YORK - Vince (quasi) sempre con ogni rivale fuorché con Sinner e Alcaraz. A 39 anni Novak Djokovic è ancora eccezionale, straordinario, incredibile. Le sue qualità e la sua fame non sono in ogni caso abbastanza per spaventare l’italiano e lo spagnolo, che quando in forma sono irraggiungibili.
Nelle ultime due stagioni, per esempio, il serbo ha incrociato i due rivali in sei occasioni. Ha vinto solo una volta, contro Jannik (che lo ha però “in cambio” estromesso da tre tornei), mentre contro Carlos ha solo pianto.
E proprio dei due, durante il Fanatic Fest di New York, Nole è tornato a parlare. «Vorrei prenderli a calci nel c**o tutti i giorni della settimana - ha ammesso scherzando - Sono le forze dominanti nel tennis, mi ricordano tantissimo me stesso. Quando li vedo mi viene da pensare: “Sto giocando contro me stesso di 10 o 15 anni fa”. Devo ammetterlo che quando questi pensieri mi toccano in campo, quando me li trovo di fronte, mi fa un po’ male. Mi dico: “So come decifrare il codice, so come batterli”. Ma poi viene il dubbio: «Ci riuscirò?». Però è stimolante affrontarli. È un modo per motivarmi, per trovare l’ispirazione a migliorare».








