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I RACCONTI DELLA F1

Il Vangelo secondo Marco: così nasce un campione

Marco, papà di Kimi Antonelli, ha parlato a tio.ch
Il Vangelo secondo Marco: così nasce un campione
Il Vangelo secondo Marco: così nasce un campione
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Il Vangelo secondo Marco: così nasce un campione
Marco, papà di Kimi Antonelli, ha parlato a tio.ch
«Fare meglio, fare sempre di più, alzare continuamente l'asticella».
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MONZA - Tranquilli amici, non sono stato colpito da un colpo di sole sotto il torrido caldo della Brianza. Piuttosto da una certezza. E quando le certezze arrivano, è giusto raccontarle.

Come sapete, ne “I racconti della F1” proviamo sempre a parlare di Formula 1 da una prospettiva diversa. E questa volta il protagonista non è direttamente un pilota, ma un padre. Un padre speciale.

Nel weekend ho avuto il privilegio di vivere da vicino l'Aci Racing Weekend sul mitico Tempio della Velocità di Monza, ospite del box di Antonelli Motorsport. La squadra guidata da Marco Antonelli, padre di Andrea Kimi, e già un ex pilota di grande talento, è impegnata nel Campionato Italiano Gran Turismo Endurance con le Mercedes GT3 e nell'Italian F4 Championship.

Dire che l'organizzazione della squadra è eccellente sarebbe quasi riduttivo. Il livello di professionalità rasenta quello dei top team delle categorie superiori. Ma non è di questo che voglio parlarvi oggi.

Voglio parlarvi di Marco Antonelli.

A colpirmi non è stata soltanto la sua infinita disponibilità o la sua gentilezza, qualità ormai rare nel paddock moderno. È stata soprattutto la profondità delle sue competenze. La capacità di leggere ogni dettaglio, interpretare dati, comprendere dinamiche tecniche e umane. Osservandolo al lavoro diventa improvvisamente semplice capire il fenomeno Andrea Kimi Antonelli e comprendere perché, dopo appena una stagione e mezza in Formula 1, il giovane pilota Mercedes sia già seduto al tavolo dei grandi.

Kimi è cresciuto letteralmente a pane e motori. L'odore della benzina, il rumore dei motori, i viaggi infiniti verso le piste, i cronometri, i computer, le telemetrie: il motorsport scorre nelle sue vene da sempre.

Ma c'è una frase che nel vocabolario di papà Marco ritorna continuamente. Un mantra che ripete senza sosta: "Fare meglio, fare sempre di più, alzare continuamente l'asticella".

Ecco, forse il segreto è tutto qui.

Quando cresci in un ambiente simile, assorbi conoscenze, metodo, disciplina e passione ogni singolo giorno. Se poi Madre Natura decide anche di regalarti un talento fuori dal comune, la conseguenza può essere una sola: ritrovarsi a guidare una Formula 1 da protagonista.

A Monza abbiamo visto Marco sempre concentrato. Sempre presente. A spiegare ai suoi piloti i dati della telemetria, a confrontarsi con i meccanici, a studiare ogni dettaglio con un'attenzione quasi maniacale.

Qualcuno potrebbe chiedersi: "Ma chi glielo fa fare?". Con un figlio leader del Mondiale di Formula 1 potrebbe tranquillamente trascorrere i suoi weekend a bordo di uno yacht al largo di Montecarlo.

E invece no.

Marco Antonelli sceglie ancora il caldo soffocante della Brianza, l'odore degli pneumatici, il rumore dei compressori e la vita del paddock.

Ed è forse proprio qui che si trova la risposta al talento straordinario di Andrea Kimi Antonelli: nel modo in cui suo padre vive, respira e ama il motorsport da sempre.

Perché, a volte, i campioni non nascono soltanto dal talento.

Nascono soprattutto dall'esempio. E noi a proposito di esempi veri e da piloti, pigiamo sul gas sempre e comunque, in attesa nel prossimo GP, si torna in pista nel weekend, nelle fresche, si spera, foreste del Red Bull Ring che si trova in Austria, precisamente nel comune di Spielberg nella regione della Stiria (Steiermark). È situato a circa 660-700 metri di altitudine. Alla prossima.

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