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Tutti si chiedono la stessa cosa: come fa Infantino a essere ovunque?

Da una città all'altra in poche ore, mentre cresce il dibattito sull'impatto ecologico della Coppa del Mondo.
Tutti si chiedono la stessa cosa: come fa Infantino a essere ovunque?
AFP
Che si tratti della principessa giapponese o...
Tutti si chiedono la stessa cosa: come fa Infantino a essere ovunque?
Da una città all'altra in poche ore, mentre cresce il dibattito sull'impatto ecologico della Coppa del Mondo.
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LOS ANGELES - Gianni Infantino è ovunque. Da Città del Messico a Los Angeles, passando per Monterrey, il presidente della FIFA non si perde una partita del Mondiale e spesso compare addirittura in due stadi diversi nello stesso giorno. Una presenza costante che ha inevitabilmente alimentato le domande: come riesce a spostarsi così rapidamente attraverso un torneo distribuito su un intero continente?

Secondo quanto riportato da "Der Spiegel", il numero uno della FIFA si servirebbe di un jet privato messo a disposizione dallo sponsor Qatar Airways. L'analisi dei dati di volo di un Gulfstream G650ER, supportata anche dai tracciamenti di Flightradar24, suggerisce infatti un utilizzo particolarmente intenso del velivolo, anche se la federazione non ha confermato ufficialmente i dettagli.

A far discutere è soprattutto l'impatto ambientale. La società francese Greenly, citata dal "Guardian", stima che un'ora di volo a bordo di un jet di questo tipo produca emissioni di CO₂ paragonabili a quelle generate in un anno da una persona media. Nella sola prima settimana del Mondiale, l'aereo avrebbe emesso circa 200 tonnellate di anidride carbonica, contro le 12-14 tonnellate prodotte mediamente in un anno da un cittadino svizzero.

La FIFA replica sostenendo che gli spostamenti vengono organizzati scegliendo di volta in volta la soluzione «più efficiente ed economica», alternando voli commerciali e privati. Una spiegazione che però non convince le organizzazioni ambientaliste. Greenpeace, ad esempio, ritiene che l'utilizzo quotidiano di jet privati «non trasmetta il messaggio che la FIFA riconosca la propria responsabilità nella lotta ai cambiamenti climatici».

La polemica si inserisce in un dibattito più ampio sull'impronta ecologica del primo Mondiale organizzato da tre Paesi. Se da un lato l'utilizzo di stadi già esistenti evita nuove costruzioni, dall'altro le enormi distanze tra le sedi aumentano inevitabilmente il ricorso ai voli. E i continui spostamenti di Infantino sono diventati il simbolo più visibile di questo paradosso.

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