«L'argento? Per esserne orgogliosi servirà molto tempo»

La Svizzera ha lottato con tutte le sue forze, ma alla fine è arrivato di nuovo un amarissimo secondo posto. Queste sono le reazioni dopo la sconfitta in finale.
La Svizzera ha lottato con tutte le sue forze, ma alla fine è arrivato di nuovo un amarissimo secondo posto. Queste sono le reazioni dopo la sconfitta in finale.
ZURIGO - Il sogno d’oro della Svizzera si infrange ancora. Per la terza finale consecutiva la Nazionale lascia il ghiaccio senza segnare nemmeno un gol: tre sconfitte, tre "zero" sul tabellino e oltre 200 minuti senza reti negli atti conclusivi. Una maledizione che continua a perseguitare la selezione rossocrociata. Ai giocatori, protagonisti di un altro torneo straordinario, resta una medaglia d’argento accompagnata da un’enorme amarezza.
Dopo la rete di Helenius, mentre la Finlandia festeggiava il titolo mondiale, sui volti degli svizzeri c’era solo delusione. Alcuni non sono riusciti a trattenere le lacrime, cercando conforto nei compagni prima della cerimonia di premiazione e delle inevitabili interviste a caldo.
«In questo momento sento un grande vuoto. Tutti noi credevamo che sarebbe stato il nostro giorno», ha confessato Roman Josi. Il capitano ha indicato con lucidità la causa principale della sconfitta: «Non abbiamo segnato». Pesa soprattutto il rimpianto per la doppia superiorità numerica nel secondo periodo: «Non abbiamo gestito bene il cinque contro tre. In quei due minuti avremmo dovuto trovare la rete».
Parlando del gol decisivo nei supplementari, Josi ha ricordato quanto sia sottile il confine tra vittoria e sconfitta: «L’overtime è l’overtime, può succedere di tutto. Eravamo convinti che fosse il nostro momento». Nel dolore resta però anche il ricordo di un Mondiale speciale, giocato davanti al pubblico di casa: «L’atmosfera è stata incredibile. Il legame con i tifosi e con tutta la Svizzera è stato qualcosa di unico».
Profondamente colpito anche il selezionatore Jan Cadieux. «Fa male. Sono molto triste per i giocatori e per i tifosi, perché non siamo riusciti a realizzare il grande sogno», ha dichiarato. Dopo un avvio complicato, la Svizzera è cresciuta partita dopo partita fino a raggiungere la finale, ma nell’atto conclusivo è mancata la leggerezza che aveva caratterizzato le ultime prestazioni: «È un peccato non essere riusciti a giocare con la mente libera come nelle gare precedenti».
L’argento mondiale resta un risultato di prestigio, ma oggi pesa come una sconfitta. «Ci vorrà tempo prima che riesca a esserne orgoglioso», ha ammesso Cadieux. «Sono orgoglioso della squadra, ma non del risultato».
Per la Svizzera è dunque un’altra medaglia d’argento e un’altra ferita aperta. Una nazionale che continua a sfiorare la storia senza ancora riuscire ad afferrarla.
Le parole di Pfister e Parmelin - Dopo la sconfitta, il presidente della Confederazione Guy Parmelin e il ministro dello sport Martin Pfister si sono congratulati con la nazionale di hockey su ghiaccio. «Chi gioca con tale impegno merita il nostro rispetto», ha scritto Pfister domenica sera. «La nazionale ha entusiasmato la Svizzera e ha mostrato cosa significhi il vero spirito di squadra». Parmelin ha invece riassunto in poche parole il sentimento di molti tifosi: «Lo sport è sempre magnifico e spesso crudele», ha scritto su X. A un «bravo» per la medaglia d’argento ha aggiunto un ringraziamento a tutti coloro «che hanno reso possibile questa magnifica edizione dei Mondiali».








