La Fifa avrebbe pagato 3,6 milioni di euro di tasse per Infantino

Secondo documenti di cui «Le Monde» e il «New York Times» sono venuti a conoscenza, il presidente della Fifa si sarebbe concesso dei «servizi» ai quali non aveva diritto.
MIAMI - Secondo le rivelazioni di "Le Monde" e del "New York Times", la Fifa avrebbe preso a suo carico le tasse americane del suo presidente, Gianni Infantino, per gli anni 2024, 2025 e 2026. Una piccola attenzione fiscale stimata a quasi 4 milioni di dollari, ovvero circa 3,6 milioni di euro.
Tutto si sarebbe deciso nel maggio 2024, durante una riunione in piccolo comitato a Bangkok, in Thailandia. In vista della Coppa del mondo 2026, organizzata negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, Gianni Infantino aveva lasciato la Svizzera, dove si trova la sede della Fifa, per trasferirsi a Miami. Un cambio di scenario che non era senza conseguenze sulla sua dichiarazione dei redditi: il fisco americano, e in particolare quello della Florida, gli avrebbe riservato un conto più salato.
Una misura riservata ai dipendenti, non agli eletti
Fu allora che Bruno Chiomento, contabile svizzero e amico di Infantino da oltre vent’anni, avrebbe suggerito una soluzione quantomeno accomodante: far prendere in carico alla FIFA questo «onere fiscale supplementare fino al 2026». Una proposta che sarebbe dunque stata messa in atto.
Tuttavia, in qualità di presidente eletto della FIFA, Infantino non avrebbe mai dovuto beneficiare di questo sistema, il quale è riservato ai dipendenti della Fifa che si trasferivano negli Stati Uniti in previsione della Coppa del mondo 2026, non agli eletti. Lui stesso trasferitosi a Miami, Infantino si è visto accordare questo meccanismo di equalizzazione fiscale da un comitato molto ristretto, senza che mai siano stati prodotti documenti ufficiali a riguardo.





