«Per quattro anni ho visto tutto nero»

Dopo il ritiro forzato nel 2020, Jérémy Mathieu ha vissuto un burn-out durato quattro lunghi anni. L'ex internazionale francese ha raccontato il suo calvario.
CALCIO - Quattro anni segnati dalla depressione, dall'isolamento e dalla difficoltà di ritrovare un senso alla propria vita. È il periodo buio attraversato da Jérémy Mathieu, ex difensore del Barcellona e della nazionale francese, dopo il ritiro forzato dal calcio nel 2020. In una lunga intervista a "So Foot" il 42enne ha raccontato le conseguenze psicologiche dell'infortunio che ha messo bruscamente fine alla sua carriera.
«Le cose sono state complicate dopo il mio infortunio allo Sporting», ha confidato l'ex calciatore. «Ho interrotto la mia carriera nel 2020, a seguito di una rottura dei legamenti crociati. Tutto si è fermato bruscamente». All'epoca aveva 36 anni e nessun piano per il futuro. «Ho deciso di smettere da un giorno all'altro. Portavo un tutore al ginocchio e non potevo fare granché. Poi sono entrato in una spirale negativa. Sono andato in depressione, non bisogna nasconderlo».
Per quattro anni, Mathieu ha vissuto una situazione di profondo disagio. «Il campo, gli spogliatoi, tutto ciò che avevo conosciuto mi mancava. Non ho avuto il tempo di preparare il mio dopo-carriera a causa dell'infortunio». L'ex nazionale francese, che conta cinque presenze con i Bleus, racconta di essersi sentito «totalmente perso» e di aver «visto tutto nero», senza riuscire a chiedere aiuto a uno psicologo. «Rimanevo a casa 24 ore su 24», ha spiegato. «Uscivo di tanto in tanto, ma mai a lungo. Rimanevo sul mio divano, davanti alla televisione, con il telefono. Nemmeno il calcio mi interessava più». Un'esperienza che gli ha fatto capire quanto «i soldi non rappresentino nulla» e quanto contino, invece, i rapporti umani.
In quegli anni, l'ex difensore ha cercato anche di ricostruirsi una quotidianità lontano dai riflettori. Aveva fatto discutere la sua scelta di lavorare per Intersport, con due contratti a tempo determinato, attirandosi commenti negativi sui social network. Mathieu ha ora spiegato le ragioni di quella decisione: «Volevo ritrovare una vita sociale per uscirne». Un modo per provare a spezzare l'isolamento mentre lottava ancora contro la depressione.
Oggi l'ex giocatore, cresciuto nel Sochaux e passato anche da Tolosa, Valencia e Sporting Lisbona, è tornato nel mondo del calcio. Allena una formazione Under 15 ad Aix-en-Provence e sta preparando il brevetto di allenatore, con l'obiettivo di lavorare in un centro di formazione. Per Mathieu, che con il Barcellona ha conquistato anche la Champions League nel 2015, si apre così un nuovo capitolo dopo gli anni più difficili della sua vita.





