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SENZA TRUCCO SENZA ING…ARNO«Qualificazione in cassaforte, con lo sportello quasi chiuso»

16.05.23 - 08:31
Arno Rossini: «Pioli, Maldini e Massara rischiano il posto»
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«Qualificazione in cassaforte, con lo sportello quasi chiuso»
Arno Rossini: «Pioli, Maldini e Massara rischiano il posto»
«In Champions il Milan è andato oltre le più rosee aspettative. In campionato…».
Calcio - Champions UEFA16.05.2023

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MILANO - Il Milan non ha davanti a sé solo una montagna da scalare. Ha l'Everest da scalare. Per riuscire a ribaltare l'Inter nel ritorno della semifinale di Champions League dopo lo 0-2 dell'andata, i rossoneri devono infatti realizzare una vera e propria impresa. Che però, viste le prestazioni offerte ultimamente, sembra difficile possa essere compiuta.

«L'Inter sta giocando bene, è in forma ed è in fiducia - è intervenuto Arno Rossini - la settimana scorsa ha fatto un po’ quello che ha voluto, tanto che avrebbe anche potuto chiudere con un risultato più ampio. Faccio fatica a pensare che non riuscirà ad andare in finale».

Il Diavolo non ha proprio chance?
«Gli episodi sono sempre determinanti. Premesso ciò, mi sembra proprio che i nerazzurri abbiano quasi blindato la qualificazione. L’abbiano messa in cassaforte e abbiano quasi chiuso lo sportello».

In difficoltà in coppa, in difficoltà in campionato: da sorprendente realtà, i rossoneri si sono trasformati in un rebus. E ora sembrano rischiare tutti.
«Anche giustamente, direi. L'obiettivo minimo stagionale, ovvero un piazzamento nella top-4 della Serie A, non è ancora stato raggiunto. E guardando la classifica, non sarà semplice da ottenere. Tutto ruota attorno a quello. È lì, tra le prime della graduatoria, che a inizio anno la società punta ad arrivare. La visibilità europea e soprattutto i milioni garantiti dal piazzamento sono infatti indispensabili. Qualora dunque il Milan dovesse chiudere al quinto posto o peggio, mi sembra ovvio che i dirigenti possano pensare a una rivoluzione».

Sarebbe uno smacco dopo lo Scudetto dell'anno scorso…
«Ma, vedete, in realtà il vero valore di Calabria e compagni è quello attuale. Sono una squadra da secondo, terzo, forse quarto posto in Italia. Nella passata stagione è andato loro tutto bene: con un tiro facevano due gol. Il titolo è stato meritato, è certo, ma anche per certi versi figlio di qualche evento fortunato».

Una volta raggiunta la vetta…
«Ci si dovrebbe confermare. O almeno provare a farlo. Ma se la rosa non viene migliorata… Il problema sta tutto lì: un buon gruppo non è stato rinforzato. E quindi si è andati incontro a delusioni. Per come la vedo io, in Champions il Milan è andato oltre le più rosee aspettative. In campionato invece non ha fatto bene. Se ora non riuscirà a sprintare non sarebbe, dunque, sbagliato parlare di fallimento. E a quel punto chi gestisce il gruppo e anche chi lo ha messo insieme, quindi Pioli, Maldini e Massara, davvero rischierebbe il posto».

Loro che hanno riportato in alto il club…
«Sì, ma anche loro che hanno commesso degli errori. Che per certi versi hanno sbagliato tutto. Puntare su Rebic, Giroud e soprattutto Ibrahimovic, un quarantunenne reduce da un grave infortunio, è stato uno sbaglio colossale. Perché hanno continuato a dare fiducia allo svedese? Perché forse ne hanno subito il fascino? Può essere. Sta di fatto che, così facendo, hanno perso l'occasione di migliorarsi. È dunque giusto che la proprietà americana, che pensa al profitto o almeno a limitare le perdite, valuti con attenzione la loro posizione. Non si sta parlando di famiglia, ma di affari. Questo è il calcio. E negli affari i sentimenti non contano».

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