Schwazer sfinito: «Sono innocente, ma non ho più la forza di combattere»

Il suo legale Gerhard Brandstätter: «Risultato inspiegabile»
Il suo legale Gerhard Brandstätter: «Risultato inspiegabile»
BOLZANO - A margine della clamorosa notizia della terza positività in carriera a un controllo antidoping, Alex Schwazer è intervenuto in conferenza stampa professandosi innocente.
«Venerdì mattina ho ricevuto una mail, una notifica che incredibilmente parla di positività all'eritropoietina per la gara che ho fatto in Germania ad aprile. Io sono innocente, io non ho assunto Epo, né altre sostante vietate - ha dichiarato il 41enne - Stavolta non mi difenderò più perché non ho più la forza di farlo. Lo sport è bello, ma non ho più fiducia nel sistema. Dopo Rio sono stato cinque anni a passare le nottate a leggere le memorie, cercare di controbattere, sfinirsi perché le provette non venivano mandate. Dico solo alcune cose perché non sapete quello che si passa. Io questa roba non la voglio più fare: basta. Non voglio mettere a rischio la mia vita, da uomo, da marito, da padre. Lo sportivo non me ne frega più nulla. Possono fare quello che vogliono. Ognuno ha un limite di sopportazione, dove si può arrivare. Io già molto vicino un paio di volte, non le voglio più rivivere queste robe».
All'incontro con la stampa ha partecipato anche il suo legale Gerhard Brandstätter... «Non crediamo a questa prova. Alex è qui a sottolineare questa voglia di confermare la sua innocenza. Come legali non possiamo dire cose che mettono a rischio di querela l'atleta o noi. Per noi il risultato è inspiegabile. Ne prendiamo atto tecnicamente. Alex non vuole più impugnazioni procedurali, va a sentenza questa settimana l'appello alla Corte Europea dei diritti umani. Ammettono di non averci dato la provetta del sangue, di averci dato quella dell'urina. Ora vediamo».





