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MEDIO ORIENTE

Netanyahu preso a male parole? Israele: «Con Trump telefonata tesa ma non irriguardosa»

Fonti dell'entourage del Primo ministro israeliano smentiscono le indiscrezioni sui presunti toni furiosi che il tycoon avrebbe utilizzato all'indirizzo dell'alleato.
Foto Imago
Netanyahu preso a male parole? Israele: «Con Trump telefonata tesa ma non irriguardosa»
Fonti dell'entourage del Primo ministro israeliano smentiscono le indiscrezioni sui presunti toni furiosi che il tycoon avrebbe utilizzato all'indirizzo dell'alleato.

TEL AVIV - Fonti dell'entourage del primo ministro israeliano smentiscono che il presidente Donald Trump abbia fatto affermazioni personali nei confronti di Benjamin Netanyahu durante le due conversazioni telefoniche di ieri. Lo riferisce Channel 12.

Le fonti hanno affermato che le telefonate sono state "tese" ma "contrariamente a quanto riportato, Trump non ha detto a Netanyahu nulla di personale, né frasi riguardanti il rischio di finire in prigione, né affermazioni secondo cui Netanyahu sarebbe odiato nel mondo". "Trump ha effettivamente affermato durante la telefonata che è difficile presentare la posizione di Israele al mondo e che ciò genera ostilità nei suoi confronti", ma tra i due leader vi sarebbe stato un accordo, Israele non attaccherà Dahyeh finché il suo territorio non sarà oggetto di attacchi.

Trump si sarebbe lamentato del fatto che dal messaggio pubblicato da Netanyahu si potesse dedurre che, a eccezione degli attacchi a Beirut, la guerra continuasse a piena intensità. Netanyahu, dal canto suo, si sarebbe lamentato del fatto che dal post di Donald Trump emergesse l'impressione che Israele avesse cessato il fuoco su tutti i fronti, mentre Hezbollah continua a tentare di colpire le forze israeliane e i residenti del nord del Paese.

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