Accesso a pagamento ai post di Trump: polemiche per l’impatto sui mercati

Il presidente degli Stati Uniti si esprime regolarmente in pubblico a favore o contro determinate aziende – influenzando così anche le loro quotazioni in Borsa. Chi ha i soldi, ora potrà acquistare l’accesso anticipato ai post di Trump.
WASHINGTON - Dalla sua nascita nel 2022, Truth Social si è affermata come il principale canale di comunicazione di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti conta sulla piattaforma circa 12,9 milioni di follower, mentre il secondo profilo più seguito, quello del figlio Don Jr., si ferma a 7,5 milioni.
Nel corso del suo secondo mandato, Trump ha utilizzato in modo crescente il social per comunicazioni ufficiali che in passato sarebbero state affidate a conferenze stampa o comunicati. Tra gli esempi più rilevanti figura l’annuncio dell’aprile 2025 sulla sospensione per 90 giorni dei dazi previsti, così come la comunicazione preliminare di diversi accordi commerciali, diffusi prima su Truth Social e solo in seguito nei canali istituzionali.
Parallelamente, il presidente impiega la piattaforma anche per esprimere giudizi su aziende e titoli, con effetti sulle quotazioni di Borsa. In questo contesto si inserisce l’introduzione di un servizio a pagamento che consente agli utenti premium di ricevere i post in anticipo rispetto al pubblico. L’obiettivo è evidente: permettere a chi dispone delle informazioni per primo di muoversi sui mercati con maggiore tempestività.
Un episodio particolarmente discusso riguarda proprio l’annuncio sui dazi: poche ore prima della comunicazione ufficiale, Trump aveva scritto «THIS IS A GREAT TIME TO BUY». In seguito all’annuncio, l’indice S&P 500 è salito di quasi il 10%, mentre il Dow Jones ha guadagnato circa 3000 punti. In altri casi, il presidente ha indicato esplicitamente titoli specifici, citando anche i simboli ticker.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il servizio premium – definito “feed ad alta velocità” – può costare fino a 100’000 dollari al mese ed è rivolto in particolare a banche e società di trading. Trump detiene il 41% della Trump Media & Technology Group, la società che controlla Truth Social.
La pratica ha suscitato critiche e richieste di indagine da parte di esponenti democratici, che ipotizzano un possibile abuso di potere. Tuttavia, resta incerto se tali iniziative avranno conseguenze concrete, in un contesto politico in cui il Partito Repubblicano continua a sostenere compatto il presidente.



