«Il drone esploso in Romania è ucraino»

Lo ha dichiarato l'Ambasciata russa in Romania, Kiev ha confermato
COSTANZA - L'Ambasciata russa in Romania ha affermato che il drone marino esploso nel porto di Costanza, in Romania, era ucraino, così come altri tre «che si stanno dirigendo verso le acque territoriali rumene». «Si tratta di droni marini ucraini, utilizzati dal regime di Kiev per compiere atti terroristici contro navi civili e minacciare la sicurezza della navigazione nel Mar Nero», afferma l'ambasciata sul suo canale Telegram, aggiungendo che «qualsiasi tentativo di attribuire direttamente o indirettamente la responsabilità di questo incidente alla Russia è privo di qualsiasi fondamento».
Qualche ora dopo è giunta la conferma da parte di Kiev che si tratta di un drone ucraino e che è stato deviato dalla rotta dopo un'interferenza elettronica delle forze russe. «Durante le operazioni nella zona del Mar Nero, un drone senza equipaggio della Marina ucraina, sotto l'effetto della guerra elettronica nemica, ha perso il controllo ed è finito al largo delle coste rumene. La Marina ucraina ha fornito alla Marina rumena le informazioni necessarie per prevenire vittime civili», si legge in un post su Facebook della Marina di Kiev.
«Informazioni indicavano che il drone (navale) sarebbe esploso», aveva dichiarato il presidente della Romania, Nicusor Dan, citato dall'agenzia di stampa Rom.
«Ho ricevuto tutti i briefing, così come alcune informazioni aggiuntive con un certo grado di certezza, ma non desidero renderle pubbliche in questa fase. Probabilmente avremo informazioni complete questo pomeriggio. L'importante è che c'erano informazioni che indicavano che il drone sarebbe esploso», ha detto il capo dello Stato rumeno a Rom prima di partecipare al Vertice Ue-Balcani occidentali di Tivat, in Montenegro.
Per quanto riguarda le difese anti-drone, Dan ha fatto riferimento ai progetti inclusi nell'iniziativa Safe: «Abbiamo piani di approvvigionamento e abbiamo già effettuato ordini nell'ambito di Safe per una serie di attrezzature». «Chiediamo inoltre ai nostri partner della Nato di fornirci parte di queste attrezzature entro un periodo compreso tra uno e un anno e mezzo», ha dichiarato il presidente rumeno.



