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Francia

X e Musk nel mirino di Parigi

Obiettivo: esaminare il funzionamento degli algoritmi di X e i deepfake di Grok, il chatbot di intelligenza artificiale generativa sviluppato dall'azienda.
Imago
Fonte Paolo Levi (Ansa)
X e Musk nel mirino di Parigi
Obiettivo: esaminare il funzionamento degli algoritmi di X e i deepfake di Grok, il chatbot di intelligenza artificiale generativa sviluppato dall'azienda.

PARIGI - Colpo di scena nel mondo informatico: la procura di Parigi ha perquisito la sede francese della rete sociale X e annunciato la convocazione del suo patron Elon Musk, nel quadro di un'inchiesta aperta a inizio 2025. La perquisizione è stata condotta dalla sezione per la lotta al crimine informatico della Francia, in collaborazione con gli agenti dell'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol).

Un "controllino" - L'obiettivo è esaminare il funzionamento degli algoritmi di X e i deepfake (un'immagine, un video o una registrazione vocale falsi in cui l'aspetto di una persona viene sostituito da quello di un'altra) di Grok, il chatbot di intelligenza artificiale generativa sviluppato dall'azienda x.AI dello stesso Musk.

«Spirito costruttivo» tra le parti - La sede legale di X si trova in Irlanda ed X France gestisce solamente comunicazione e pubbliche relazioni del gruppo. In una nota, la procura annuncia la convocazione di Musk nonché della ex direttrice generale di X, Linda Yaccarino, in «audizione libera» per il 20 aprile. I due sono chiamati «in qualità di gestori di fatto della piattaforma X al momento dei fatti», precisa la procuratrice di Parigi, Laure Beccuau, aggiungendo che «la condotta di questa inchiesta si iscrive al momento in uno spirito costruttivo» tra le parti.

Garantire la conformità con le leggi francesi - «L'obiettivo - precisa la magistrata parigina - è garantire la conformità della piattaforma X con le leggi francesi». E il formato della libera audizione, piuttosto che un fermo giudiziario, consentirà ai dirigenti di X di «illustrare loro le proprie posizioni sui fatti ed, eventualmente, le misure di messa in conformità previste». Altri dipendenti di X sono convocati dal 20 al 24 aprile per intervenire in veste di testimoni.

«Riduzione della diversità delle voci e delle opzioni» - In Francia, la prima segnalazione è giunta il 12 gennaio 2025, quando il deputato macroniano esperto in sicurezza informatica, Eric Bothorel, ha allertato la procura locale su «modifiche dell'algoritmo X», nonché «apparenti ingerenze nella gestione» della rete sociale dal 2022, anno dell'acquisizione di Musk. Da allora, Bothorel ha osservato una «riduzione della diversità delle voci e delle opzioni». Una piattaforma, quella passata dall'uccellino azzurro al logo nero del magnate sudafricano, che si è allontanata dall'obiettivo di «garantire un ambiente sicuro e rispettoso di tutti», nonché «un'assenza di chiarezza sui criteri che hanno portato modifiche negli algoritmi».

Le deepfake di Grok - «Un vero pericolo e una minaccia per le nostre democrazie», avvertiva il parlamentare. Il 22 gennaio 2025, il responsabile di X France, Laurent Buanec, replicava che la rete sociale si basa su «regole rigide, chiare e trasparenti, volte a proteggere la piattaforma dai discorsi di odio» e «lotta alla disinformazione». Ma il colosso di Musk è nel mirino anche per le recenti deepfake di Grok, come quel post visionato nell'Esagono per milioni di volte, a fine 2025, dove venivano negate le finalità criminali delle camere a gas naziste. In una nota, la Lega per i diritti umani, che per prima ha denunciato quell'ignominia sul web, esprime oggi soddisfazione per gli «odierni sviluppi giudiziari» in Francia.

Intanto, il garante britannico per la protezione dei dati (Information Commissioner's Office), annuncia l'apertura di un'indagine nei confronti di X e della sua società di intelligenza artificiale x.AI, per le immagini a sfondo sessuale generate sempre da Grok, al centro di un'ondata di indignazione mondiale. La procura di Parigi, che oggi ha abbandonato, tra l'altro, il suo profilo X, non è alla prima prova contro i giganti del web. Oltre alla rete sociale di Musk, i giudici parigini indagano su Telegram, o società asiatiche come Shein e AliExpress dopo lo scandalo delle bambole sessuali col volto da bambine messe in vendita sui loro supermercati in linea.

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