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CANTONE

Il cantore di una musica senza tempo. «Agli hater risponde mia sorella»

Nicolò Biolzi, forte di un repertorio tra polka e valzer, è il nuovo ospite di TioTalk
Il cantore di una musica senza tempo. «Agli hater risponde mia sorella»
Il cantore di una musica senza tempo. «Agli hater risponde mia sorella»
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Il cantore di una musica senza tempo. «Agli hater risponde mia sorella»
Nicolò Biolzi, forte di un repertorio tra polka e valzer, è il nuovo ospite di TioTalk

SAVOSA - La musica popolare torna protagonista con Nicolò Biolzi, giovane interprete che porta sul palco valzer, mazurke, polke e tradizioni musicali spesso considerate d’altri tempi. Ospite del nuovo episodio di Tio Talk, l’artista luganese ha raccontato il suo percorso e il legame profondo con un genere che affonda le radici nella memoria collettiva.

Biolzi è stato tra i protagonisti del Buskers Festival di Lugano, con due esibizioni in programma il 24 e 25 luglio. «Sono stato felicissimo quando mi hanno contattato», racconta. «Canto nella mia città, dove sono nato: è già una bella emozione». Non nasconde però una certa apprensione: «La mia paura è sempre che quello che faccio non venga apprezzato dal pubblico».

A fargli venire i dubbi è il repertorio che propone, non esattamente all'ultima moda. «Faccio musica popolare, tradizionale, liscio… la musica delle balere: mazurka, walzer, tango». Un genere che, ammette, può sembrare distante dai gusti contemporanei, ma che continua ad avere un pubblico. «È una musica che va capita», sottolinea, ricordando le sue origini familiari: «Mia nonna, mio nonno, la mia bisnonna cantavano quando lavoravano. Creava emozione, felicità, spensieratezza. Quando canto, provo a trasmettere la stessa cosa».

Un percorso iniziato prestissimo: «A tre anni cantavo “La Montanara” nel giardino di mia nonna». Anni dopo, è stato decisivo l’incontro con il produttore Fausto Fulgoni e la realizzazione delle prime incisioni. Un percoso che ha portato Nicolò a registrarne tre, per il momento.

Il mercato di riferimento resta soprattutto l’Italia, in particolare l’Emilia-Romagna, dove il genere è ancora molto radicato. Numerose poi le apparizioni televisive tra Milano, Torino e Padova. «Gli anziani sono quelli che rispondono meglio», racconta. E ricorda un episodio significativo: «Una signora di 80-90 anni si è messa a piangere dopo che ho cantato due canzoni di Enrico Musiani. Mi ha detto che le ricordavano sua mamma. Capisci che queste cose per me sono tutto».

Accanto ai consensi, non mancano le critiche, soprattutto sui social: «C’è anche chi mi insulta senza motivo. Mi ferisce molto». Ma l’artista prova a mantenere equilibrio: «Leggo e scorro. Io sono felice lo stesso». A rispondere agli hater, aggiunge, ci ha pensato sua sorella. La sua visione resta autentica e lontana da logiche commerciali: «Io lo faccio per passione. Se piace, bene. Se no, fa niente». E sul futuro preferisce non sbilanciarsi: «Non penso mai al futuro, mi mette ansia. Vivo e basta». Anche se spiega di avere già in mente un piano B.

Intanto, però, il presente è fatto di palco ed emozioni: «Devi sempre puntare a portare allegria nella gente». Un obiettivo che, tra tradizione e passione, Nicolò Biolzi continua a inseguire nota dopo nota.

Guarda l'intervista integrale e gli altri episodi di TioTalk su Tio.ch, oppure sul nostro canale YouTube.

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